Pasticcio sui tamponi, s’indaga: Nas in due laboratori di analisi

25 Maggio 2021

Ispezioni all’Aquila e ad Avezzano: 49 risultati comunicati su 3.600 test processati dal 17 al 24 maggio Accertamenti sollecitati dall’Unità di crisi regionale. Il problema per un presunto guasto informatico

AVEZZANO. Blitz dei carabinieri del Nas negli ospedali dell’Aquila e di Avezzano per fare luce sulla vicenda dei test sui tamponi Covid non comunicati nei giorni scorsi a migliaia di utenti. Ieri mattina i militari del nucleo antisofisticazione di Pescara, guidati dal maggiore Domenico Candelli, hanno eseguito degli accertamenti alla luce della vicenda che aveva fatto molto clamore. In particolare, a far scattare le indagini sono state le perplessità emerse nella riunione della cabina di regia del Dipartimento regionale di sanità e dopo alcune notizie apparse sui media. Si parlava di presunti ritardi sui risultati dei tamponi molecolari eseguiti nei laboratori analisi dei due presidi ospedalieri di Avezzano e dell’Aquila. I militari dell’Arma hanno così avviato dei rilievi. Sono riusciti a confermare che questi ritardi sono stati causati da un blackout informatico. Si sarebbe trattato, secondo quanto emerso dagli accertamenti del Nas, di un malfunzionamento del software di gestione utilizzato per processare i tamponi e per comunicare i dati al sistema. Al termine dei controlli nei due ospedali è venuto fuori che nel periodo compreso dal 17 al 24 maggio sono stati processati più di 3.600 tamponi in entrambi i laboratorio analisi. Del totale però era arrivato l’esito di soltanto 49 test. Nei giorni scorsi, l’assessorato alla Sanità ha comunicato invece 45 test positivi che si riferivano al periodo compreso tra il 15 il 18 maggio. Sono proprio i test il cui esito non era stato reso noto a causa del problema al sistema informatico. Quindi il risultato dei tamponi analizzati negli ospedali di Avezzano e L’Aquila non era stato divulgati agli Enti preposti, ai Comuni, alla Regione e nemmeno alle persone interessate maggiormente, cioè i pazienti. Questo potrebbe aver falsato i numeri della pandemia in provincia. Il disservizio, infatti, aveva generato lunghe attese per gli esiti e protratto le quarantene oltre i canonici 14 giorni. Anche i numeri attivati dall’Asl per l’emergenza sanitaria erano stati presi d’assalto col risultato che numerosi utenti marsicani non erano riusciti a mettersi in contatto con l’azienda sanitaria. Centinaia di persone erano state costrette a rimanere in casa e in quarantena pur essendo negative perché il risultato non era disponibile. Ora il nucleo antisofisticazione sta facendo luce sulle cause del disservizio. Un rapporto potrebbe essere consegnato in Procura per individuare eventuali responsabilità. (p.g.)
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