Pastore sequestrato, processo dopo 10 anni

Barrea. L’imputato è un 40enne romeno a lungo latitante: picchiò e derubò la vittima nel suo rifugio
BARREA. Aveva fatto irruzione nel ricovero di montagna di un pastore tenendolo sequestrato e malmenandolo per alcune ore, impedendogli di allontanarsi dal rifugio e rapinandolo dei pochi soldi che aveva in tasca. Momenti di terrore e di soprusi che a distanza di 10 anni, ieri mattina sono approdati davanti al collegio del tribunale di Sulmona. Rapina aggravata, lesioni personali aggravate, minaccia, violazione di domicilio e sequestro di persona: sono queste le accuse che la Procura della Repubblica di Sulmona contesta a Julian Stenica, 40enne romeno, ex latitante, comparso ieri nell’aula 1 del tribunale di Sulmona per la brutale aggressione ai danni di un pastore di Barrea.
Stenica si era reso irreperibile per lungo tempo, fino a quando la latitanza cessò con l’arresto e la detenzione, tuttora in corso, per altri reati commessi nel corso degli anni. Nell’udienza di ieri il processo, su istanza del difensore dell’imputato, è stato subito rinviato per alcune eccezioni sollevate dall’avvocato d’ufficio, sulla formazione del collegio giudicante che dovrà ricomporsi nella prossima udienza, in quanto un giudice è risultato incompatibile perché si era già occupato del caso nella fase preliminare del procedimento.
I fatti risalgono al 10 agosto 2013 quando, in località Chiarano Sparvera di Barrea, il rumeno, che allora aveva 30 anni, entrò all'interno del rifugio occupato dal pastore, forzando la porta d’ingresso. Si scagliò contro il malcapitato prima con calci e pugni e poi minacciandolo di morte. Arrivò anche a puntargli un coltello alla gola costringendo il pastore a fargli praticamente da schiavo. Per circa tre ore gli avrebbe impedito di allontanarsi dal rifugio. Sotto la minaccia del coltello gli avrebbe sottratto dalle tasche la somma di 100 euro, unici risparmi del pastore. Il tutto approfittando della condizione della vittima. Momenti di violenza e di umiliazione che, sempre secondo l’accusa, Julian Stenica avrebbe compiuto in concorso con un’altra persona, uscita però assolta al termine di altro procedimento. Per il rumeno, invece, il processo è iniziato solo ieri a causa della latitanza e della sua irreperibilità. Ora, a distanza di dieci anni dai fatti, arriva il conto dalla giustizia.
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