Patrimonio culturale, sede ai carabinieri
Il Comune assegna due alloggi al Nucleo di tutela in attesa dei lavori nell’ex distretto militare
L’AQUILA. Con una delibera pubblicata sull’Albo pretorio è stata ufficializzata la concessione in comodato d’uso all’Arma dei carabinieri di due alloggi (passati di proprietà comunale grazie alla norma sulla casa equivalente) da “adibire a sede temporanea del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) dei Carabinieri nelle more dell’esecuzione dei lavori e della definitiva assegnazione dei locali all’interno dell’ex distretto militare (ex caserma “De Amicis”) a fianco alla basilica di San Bernardino”. I due alloggi sono in via Agnifili 24 e hanno una superficie lorda rispettivamente di 164 e 204 metri quadrati. Gli immobili, è scritto in delibera, “vengono assegnati in concessione d’uso gratuito per una durata pari a sei anni rinnovabile, previa richiesta scritta almeno un mese prima della data di scadenza, salvo risoluzione anticipata per sopraggiunta disponibilità degli spazi assegnati in via definitiva nel complesso monumentale dell’ex convento di San Bernardino, dove il Comune si impegna a far trasferire il citato Nucleo e l’alloggio del relativo Comandante alla prima data utile”. Per uno dei due alloggi, dopo un sopralluogo, si è resa necessaria “la realizzazione di alcuni interventi di adeguamento strutturale e impiantistico, al fine di soddisfare pienamente le esigenze alloggiative del nucleo in questione”. «In base all’accordo sottoscritto nel 2017 dal Comune con l’agenzia del demanio, ministero della Difesa e Regione, gli spazi della ex caserma De Amicis ospiteranno la sede operativa dei Carabinieri Tpc, oltre che gli uffici dell’Archivio di Stato e del Segretariato generale», disse un mese fa il sindaco Pierluigi Biondi annunciando l’intesa provvisoria, «ma in attesa che si dia avvio ai lavori di ristrutturazione del complesso retrostante la basilica di San Bernardino individueremo, attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare acquisito nel post-sisma, locali idonei alle esigenze del personale dell’Arma che in questo modo potrà iniziare a operare nel nostro territorio. Sarà una localizzazione momentanea solo dal punto di vista della logistica. Vogliamo in tal modo dare un impulso decisivo alla costituzione nel capoluogo di un’istituzione così prestigiosa che riteniamo possa essere un elemento di valorizzazione del percorso intrapreso nella candidatura a città italiana della cultura».

