Patteggia 22 mesi il giovane che travolse il ristoratore

10 Luglio 2020

La rabbia della moglie di Franchi: era ubriaco e drogato, ma così funziona la legge Dopo il grave ferimento un calvario tra ospedali e la chiusura del noto locale

AVEZZANO. Ha patteggiato un anno e dieci mesi di carcere Giovanni Faraone Di Loreto, il 27enne di Corvaro di Borgorose che, circa un anno fa, alla guida di un’auto sotto l’effetto di alcol e droghe, travolse Stefano Franchi, 42 anni, anche lui di Corvaro, titolare del locale “Taverna dei briganti” di Torano, molto conosciuto anche nella vicina Marsica.
Il noto ristoratore è stato investito mentre, una sera d’estate, andava a prendere un gelato in compagnia della sua famiglia.
Il difensore dell’investitore ha richiesto il patteggiamento, ma la famiglia di Stefano Franchi non ci sta, contro quella che ritiene essere una vera e propria ingiustizia, visto che dal giorno della tragedia l’uomo sta vivendo un lungo calvario fatto di cure ospedaliere e ricoveri nei centri riabilitativi ed è stato anche costretto a chiudere il suo avviato locale. La notizia del dramma fece il giro anche della Marsica. I due fratelli del ristoratore prestano servizio uno nel commissariato di polizia di Avezzano e l’altro nella caserma dei carabinieri di via Fontana.
«Chi ha investito Stefano lo ha fatto sotto l’effetto di alcol e cocaina mentre usava il cellulare», dichiara la moglie del ristoratore a Rietilife, «ma tra qualche mese sarà libero di fare ciò che vuole. È dura prendere atto di come funziona la legge in Italia».
Erano le 21 circa, il 42enne era uscito di casa insieme alla moglie e al figlio per andare a prendere un gelato quando, sotto gli occhi increduli dei suoi familiari, era stato falciato da un’auto a pochi metri di distanza dalla sua abitazione.
Solo per un miracolo la moglie e il figlio, che all’epoca aveva 9 anni, erano rimasti illesi.
Stefano Franchi era stato sbalzato in aria ed è ricaduto a decine di metri dal punto d’impatto. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime, tanto che all’ospedale di Avezzano era arrivato in coma con fratture multiple, un ematoma alla testa e seri problemi a un polmone. L’uomo ha lottato per mesi tra la vita e la morte.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Cittaducale, agli ordini del capitano Marco Mascolo, l’investitore si era fermato soltanto dopo parecchi metri dal punto d’impatto.
A seguito delle analisi a cui era stato sottoposto nel suo sangue erano state trovate tracce di alcol e cocaina. Inoltre, sembra, stesse guidando con il telefono in mano. Su disposizione della Procura di Rieti, competente per territorio, Giovanni Faraone Di Loreto fu raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni stradali gravi. Poi il patteggiamento e la condanna a 22 mesi di carcere.
Una pena ritenuta irrisoria per il grave danno fisico ed anche economico arrecato al ristoratore e alla sua famiglia.
Stefano Franchi si porta ancora addosso le conseguenze di quell’investimento, tanto che in virtù delle sue precarie condizioni di salute non ha potuto riaprire i battenti della sua amata Taverna dei briganti, oramai chiusa da un anno.
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