Patto tra venti sindaci per promuovere il Fuoco del Morrone

Prossimo passo: protocollo per il corteo storico della Perdonanza E il ministero del Turismo riconosce il Cammino del Perdono
CAPORCIANO. Un patto fra i sindaci e le associazioni dei paesi attraversati ogni anno (dal 16 al 23 agosto) dal Fuoco del Morrone con l’obiettivo di «organizzare nei loro territori, all’arrivo del Fuoco, sia il trasporto della Fiaccola da parte di ragazze e ragazzi che la cerimonia di accoglienza, affinché ne venga garantita la trasmissione generazionale e la promozione, stimolando la creatività e i diversi tipi di espressioni artistiche e culturali locali». Il “patto” è stato firmato ieri mattina da 20 sindaci (mancavano quelli di Sulmona, Pratola Peligna – che hanno mandato messaggi di adesione – e L’Aquila) nella chiesa Celestina di Santa Maria di Centurelli nel comune di Caporciano, un luogo simbolo anche della transumanza. Il Fuoco del Morrone e il corteo storico sono gli elementi fondamentali che hanno portato l’Unesco del 2019 a riconoscere l’annuale Festa della Perdonanza celestiniana patrimonio immateriale dell’Umanità. A “salvaguardia” del riconoscimento Unesco è nata da qualche anno l’associazione “Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana” (che non va confusa col Comitato Perdonanza di diretta emanazione del Comune dell’Aquila) che ha deciso di stipulare due “protocolli”: il primo firmato ieri e il secondo che sarà presto siglato con tutte le associazioni che contribuiscono a organizzare il corteo storico che precede l’apertura, all'Aquila, il 28 agosto, della Porta Santa. A spiegare il senso e l’importanza del protocollo sono stati i decani dell’Associazione: il presidente Floro Panti, il nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, Beatrice Sabatini del Quarto San Pietro dell’Aquila e Massimo Alesii che nel 2019 curò il dossier sulla Perdonanza che portò al riconoscimento Unesco. La scelta della data per la firma non è stata casuale: il 29 settembre del 1294 Papa Celestino emanò, all'Aquila, la Bolla della Perdonanza.
CURA ORGANIZZATIVA
«Particolare cura organizzativa» si legge nel Protocollo «dovrà essere posta da quelle comunità che ospiteranno il Fuoco nelle tappe serali-finali con cortei di accompagnamento della fiaccola, cerimonie pubbliche e intrattenimenti culturali. Tali soste – ove non legate strettamente a eventi celebrativi riguardanti il Magnifico Corteo di accompagnamento nel 1294 di Celestino V dal Morrone all’Aquila – saranno definite insindacabilmente dalla struttura organizzativa del Movimento Celestiniano (che ogni anno si occupa, fra l’altro, della staffetta, ndc) tenendo conto delle richieste avanzate e di esigenze di rotazione. La Fiaccola del Fuoco del Morrone-Cammino del Perdono è simbolo di riconciliazione, coesione sociale, integrazione e pace, tra le comunità locali attraversate. Il suo trasporto dovrà essere curato dagli abitanti delle varie località, preferibilmente giovani».
IL CAMMINO DEL PERDONO
Ieri è venuta fuori anche un’altra importante notizia. Il ministero del Turismo ha riconosciuto ufficialmente il Cammino del Perdono (presidente Enrico Diamanti) strutturato (fra l’altro) lungo le vie percorse da San Pietro Celestino nel suo viaggio verso L’Aquila nel 1294 e che unisce «idealmente e fisicamente le comunità locali intorno alla cultura del Perdono e della Pace». Tale riconoscimento prevede fondi ai Comuni, interessati dal Cammino, per ristrutturare edifici pubblici da adibire a Case del Pellegrino. Insomma spiritualità ma anche occasione di sviluppo.
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