Paura in volo per cinque poliziotti

11 Settembre 2015

Gli agenti di custodia sulmonesi stavano accompagnando un detenuto a Catania: «Abbiamo temuto di non farcela»

SULMONA. Paura a bordo del volo Az1731 che da Roma era diretto a Catania e sul quale viaggiava una scorta della polizia penitenziaria in servizio al supercarcere di Sulmona. Cinque agenti che stavano accompagnando un detenuto a deporre in un processo in cui erano imputati esponenti di spicco della mafia. L’aereo era in fase di atterraggio quando le cattive condizioni del tempo, ma soprattutto il vento impetuoso che soffiava a più di 100 chilometri orari, hanno costretto il pilota a una manovra di emergenza per evitare che l’aereo si schiantasse a terra. Con grande freddezza, quando l’aereo si trovava a poche decine di metri dalla pista il pilota, agendo sulla leva di comando, ha dovuto ridecollare riprendendo quota e rinviare l’atterraggio. Una manovra che ha creato paura e panico a bordo con i passeggeri, preoccupatissimi per la brutta avventura che stavano vivendo. «Sembrava di stare sulle montagne russe», ha raccontato uno degli agenti a un collega del carcere di Sulmona, a pericolo scampato, «il cuore ci è salito in gola e ad un certo punto abbiamo avuto paura di non farcela». Gente che urlava a bordo e la tensione che aveva ormai superato il limite di guardia. «Dobbiamo ringraziare il pilota se siamo tutti salvi e possiamo raccontare l’accaduto. Ha avuto tanto sangue freddo non facendosi prendere dal panico e pilotando l’aereo in maniera impeccabile tanto consentirci di arrivare tutti incolumi a destinazione». Dopo il primo tentativo di atterraggio andato a vuoto, l’aereo ha girato ancora per alcuni minuti sul cielo di Catania in attesa che le condizioni atmosferiche migliorassero. Poi quando la torre di controllo dell’aeroporto di Fontanarossa ha dato l’ok, il pilota ha iniziato la nuova manovra per atterrare con i passeggeri di nuovo a sperare affinché tutto si concludesse nel migliore dei modi. «Sono stati momenti interminabili. Poi quando il carrello ha toccato terra e l’aereo, senza non pochi problemi, si è stabilizzato è partito spontaneo l’applauso liberatorio di tutti i passeggeri a bordo che ha segnato la fine di un’avventura che sarà difficile da dimenticare». Sullo scampato pericolo da parte degli agenti di polizia penitenziaria sulmonesi, è intervenuto il segretario regionale della Uil-Penitenziari, Mauro Nardella, il quale ha sottolineato il difficile compito al quale sono sottoposti gli agenti delle scorte. «Sia sui furgoni, sia sugli aerei il pericolo è sempre dietro l’angolo», ha evidenziato Nardella, «un compito che gli agenti svolgono con abnegazione e spirito di sacrificio nonostante le carenze in cui operano».

Claudio Lattanzio

©RIPRODUZIONE RISERVATA