Paura per una donna assalita da un pitbull

8 Giugno 2018

La 34enne medicata in ospedale. Esposto in Procura di un’associazione: «Troppi cani pericolosi»

SULMONA. È emergenza pitbull in città. Nella serata di ieri si è verificata l’ennesima aggressione, questa volta ai danni di una giovane di 34 anni di Sulmona. La donna, che era in compagnia del suo cane, un volpino di piccola taglia, si era fermata nel piazzale di un distributore di viale della Repubblica per attendere un’amica. Proprio in quel momento si è avvicinato un pitbull che si è avventato sul piccolo cane. La proprietaria ha cercato di sottrarlo alla furia del pitbull ed è stata morsa prima a un braccio e poi con le zampe è stata graffiata in più punti del collo. Provvidenziale è stato l’arrivo dell’amica che ha messo in fuga il cane accompagnando la 34enne al pronto soccorso dell’ospedale cittadino dove è stata medicata con una decina di punti di sutura. Il grave, ennesimo episodio di aggressione da parte di un pitbull avviene proprio all’indomani dell’appello lanciato alla Procura e all’Asl dalla responsabile dell’associazione Code Felici, che ha denunciato la presenza di pitbull e mastini corsi lasciati liberi, senza alcuna precauzione, in alcune zone della città, in particolare in via L’Aquila e via Torlini, dove i residenti sono terrorizzati. «Questi cani, se non educati in modo adeguato, possono diventare pericolosi», spiega la custode del canile municipale, «invece vengono tenuti liberamente in edifici condominiali e spesso circolano negli spazi comuni senza guinzaglio e in completa libertà, rappresentando un rischio per l’incolumità delle persone. Motivo che mi ha spinto, su sollecitazione dei residenti, a interessare il procuratore Giuseppe Bellelli, per informarlo della pericolosissima situazione che si vive nei due quartieri». A seguito dell’esposto della custode del canile del Comune la Procura ha interessato la Asl affinché provvedesse alle necessarie verifiche. Sempre secondo la denuncia di Tunno «ogni sei mesi i cani verrebbero fatti accoppiare per avere a disposizione una cucciolata e poter incassare denaro». Insomma attorno ai cani morsicatori sarebbe nato un fiorente mercato a danno dell’incolumità e della sicurezza delle persone. «Stiamo aspettando ancora che l’Asl intervenga», incalza Gabriella Tunno, «ma se entro la prossima settimana alla situazione non verrà posto rimedio, mi rivolgerò ancora alla magistratura». (c.l.)
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