Pavimentazione, ancora polemiche

Già sporco il lastricato in centro. Le opposizioni: «Pulizia a 580mila euro l’anno»
L’AQUILA. Non c’è pace per la nuova pavimentazione in centro storico. Neanche adesso che il cantiere lungo il Corso ha da poco smontato le tende dal tratto sulla sommità di piazza Duomo. Al punto che, anche quando sembra filare tutto liscio - tanto da lasciare in secondo piano almeno per una volta i diversi casi di ritardo nei lavori (piazza Chiarino e piazza Duomo su tutti), i problemi dovuti alla difficile convivenza tra commercianti e operai, la sottrazione dei pochi parcheggi ancora disponibili e le continue modifiche alla viabilità prodotte - ecco che la polemica si sposta sul prodotto finito. O meglio, sulla tenuta del risultato raggiunto. Un risultato a quanto pare sporcato fin sulla sua targa celebrativa, laddove tra il simbolo della municipalità e quello della rinascita campeggia indelebile una macchia centrale. La stessa rintracciabile, con forme e dimensioni differenti, in diversi altri punti del centro cittadino. La segnalazione arriva dall’avvocato Fausto Corti, che sulla sua pagina Facebook lascia che siano le immagini a parlare delle attuali condizioni di ciò che è di recente tornato a portata di calpestìo. Altre foto riguardano infatti piazza Regina Margherita, teatro di molteplici attività di somministrazione e quindi perennemente a rischio “sbavatura”. Polemiche che seguono dunque a ruota le sgommate del tir in occasione della recente manifestazione Vinaria, incautamente transitato solo una settimana fa sulla parte di piazza Duomo da poco ripavimentata, con le opposizioni subito insorte costi di manutenzione alla mano: «tra i 12mila e i 18mila euro per ogni passaggio dei mezzi, considerando solo il Corso, dalla Fontana luminosa fino a Piazza Duomo», equivalenti a «580mila euro l’anno per una pulizia a cadenza settimanale».

