Pazienti in attesa da 72 ore Caos al pronto soccorso

AVEZZANO. Pazienti da tre giorni in attesa di un posto letto, per quella che dovrebbe essere l’Osservazione “breve”. Fino a 70 persone in fila dalla mattina alla sera. Disagi, polemiche, proteste....
AVEZZANO. Pazienti da tre giorni in attesa di un posto letto, per quella che dovrebbe essere l’Osservazione “breve”. Fino a 70 persone in fila dalla mattina alla sera.
Disagi, polemiche, proteste. Consuete immagini per il pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Ma a queste si sommano i problemi dell’estate causati dalle riduzioni di personale e dai tagli di posti letto. Medici e infermieri in servizio sono costretti a fare gli straordinari per limitare i disservizi, ma in più occasioni si verificano scene di esasperazione, tanto che alcuni pazienti hanno chiesto l’intervento di carabinieri e polizia. Come accaduto pochi giorni fa a un’infermiera aggredita verbalmente dalla familiare di un paziente in attesa da ore.
«Il reparto è sottodimensionato e in piena estate scoppia, vista la presenza di turisti nella Marsica», affermano alcuni pazienti, «la situazione è insostenibile e la Regione dovrebbe provvedere con un intervento risolutivo. Rivolgiamo un appello ai consiglieri regionali, a cominciare da Mario Quaglieri. Ci sono pazienti da tre giorni in attesa di un ricovero, sistemati in una stanza dove l’aria è irrespirabile. Per non parlare della sala d’attesa dove le file aumentano col passare delle ore. Tutti sono a conoscenza di quello che accade nel pronto soccorso e ogni volta parliamo delle stesse problematiche. Ma non si fa niente per trovare una soluzione».
Una soluzione viene invocata da tempo anche dalle organizzazioni sindacali.
Dall’Asl pronta la replica. «Per migliorare le prestazioni del pronto soccorso di Avezzano, occorre ripensare e rivedere gli spazi in cui opera e per tale ragione l’azienda ha focalizzato l’attenzione su questa necessità», è quanto afferma il manager facente funzione, Simonetta Santini. «Al di là delle criticità sul tappeto», aggiunge la Santini, «su cui la direzione Asl mantiene un’attenzione costante, il vero problema è rappresentato dalla struttura ospedaliera che, essendo stata costruita molti anni fa, non è più adeguata alle esigenze attuali, soprattutto a quelle del pronto soccorso che è il servizio che più ne risente. Occorre spostare l’attenzione sull’ottimizzazione degli spazi, tramite un progetto di revisione ed eventuale ampliamento; è una questione cruciale perché riguarda l’organizzazione del lavoro e quindi la possibilità di migliorare le prestazioni. Va poi ricordato, per una continua opera di sensibilizzazione sulla collettività, che il pronto soccorso ha la funzione di assicurare soprattutto l’assistenza delle urgenze e dei casi gravi», conclude la Santini, «e che altri tipi di prestazioni vanno affrontati diversamente, riconducendoli ad attività sul territorio». (r.rs.)
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