Pazienti parcheggiati sulle barelle Riesplode il caso-pronto soccorso

18 Novembre 2018

I familiari: «Costretti all’assistenza notturna e a portar da mangiare in una situazione di promiscuità» Nei reparti mancano i letti per i ricoveri. Un anno fa la denuncia (inascoltata) degli operatori sanitari  

AVEZZANO. Pazienti costretti sulle barelle del pronto soccorso per ore, addirittura per giorni, a causa della carenza di posti letto e del sovraffollamento della struttura di emergenza marsicana. Familiari sulle sedie a sdraio per accudire i familiari, lettini lungo i corridoi. Si presenta così il pronto soccorso di Avezzano che sta vivendo una nuova, ennesima crisi. Un incubo per i malati.
RACCONTI CHOC. «Mia nonna è arrivata con gravi crisi respiratorie e una polmonite, ma è stata messa in un stanza del pronto soccorso da ieri sera. Oggi ancora non si trova un posto per lei. Abbiamo dovuto portare le coperte e il cuscino da casa e mia madre ha dovuto trascorrere la notte su una sedia». È il racconto di una ragazza avezzanese. Una delle tante storie vissute tra le corsie dell’unità operativa di emergenza dell’ospedale di Avezzano. «Mio padre è arrivato al pronto soccorso l’altro ieri con una ischemia», racconta un’altra avezzanese, avvocato, «ed è stato lasciato su una barella per tre giorni. Siamo stati costretti a portagli da mangiare e a fare le notti. Tutto ciò in una situazione di promiscuità, indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla patologia». Senza considerare i tempi di attesa per i codici mono gravi.
QUALI SONO LE CAUSE. Le problematiche maggiori che portano a scene con pazienti parcheggiati nei corridoi riguardano sia la carenza di personale in servizio, sia la carenza di posti letto. Spesso non ci sono disponibilità nei reparti e i trasferimenti diventerebbero troppi, andando a saturare anche altre strutture della provincia, come l’ospedale dell’Aquila o quello di Sulmona. La “soluzione” è quella di lasciare i pazienti in osservazione, nel migliore dei casi, oppure sulle barelle nelle stanze del pronto soccorso o addirittura nei corridoi.
IL PERSONALE SOFFRE. Le carenze di personale riguardano tutte le figure sanitarie professionali. Le condizioni di lavoro sono insostenibili e i medici lamentano rischi di errori nelle diagnosi e nelle terapie. Al pronto soccorso inoltre manca un presidio di polizia h24 per scongiurare le frequenti aggressioni che si verificano soprattutto durante il turno notturno ai danni di medici e del personale sanitario. Undici medici lo scorso anno sono stati costretti a inviare una lettera-denuncia indirizzata al Ministero, alla Regione e alla Asl. Mancano poi gli infermieri e i sindacati sono intervenuti più volte per denunciare la carenza di personale che a volte deve svolgere anche la mansione di 118. Manca infine il personale relativo agli operatori socio sanitari. Il pronto soccorso di Avezzano, insieme a quelli di Tagliacozzo e Pescina, deve far fronte a una popolazione di oltre 130mila marsicani, senza considerare le aree limitrofe. Nonostante ciò la struttura, dove i tempi di attesa sono ai limiti dell’inverosimile, si trova in una situazione di carenza del personale socio sanitario.
LA MOLE DI LAVORO. Sono 40mila ogni anno le prestazioni del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, oltre alle circa 15mila delle strutture d Tagliacozzo e di Pescina. Un numero imponente. Ma alle proteste, finora, sono seguite solo soluzioni tampone.
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