Pc manomessi o rubati Giallo al Polo umanistico

Al quarto raid scatta la denuncia della preside: «Abbiamo dei sospetti» Cancellati dati sensibili o archiviati. I carabinieri trovano l’impronta di una scarpa
SULMONA. Hanno manomesso i computer, spostando tastiere da una macchina all’altra e facendo sparire hard disk con dati sensibili della scuola. Per quattro volte dall’inizio dell’anno i ladri hanno violato l’ingresso dell’Istituto Gian Battista Vico per mettere a segno furti di poco valore nell’aula di informatica (i computer e i pezzi rubati sono di vecchia generazione e senza mercato), ma che stanno creando non pochi problemi alla struttura scolastica. Un bottino composto complessivamente da un computer, tre hard disk, otto pen drive, un sistema di powerline per la stampante. Quasi un dispetto, con il quale i responsabili hanno voluto cancellare dati molto importanti archiviati nel computer della segreteria.
Sospetto che ha portato la dirigente scolastica Caterina Fantauzzi, intenzionata in un primo momento a “lavare i panni in famiglia”, a decidere di far intervenire i carabinieri, i quali ieri mattina, hanno provveduto a eseguire i rilievi del caso per recuperare ogni indizio utile all’individuazione dei responsabili. L’impressione, infatti, è che le incursioni nella scuola, soprattutto nell’ufficio di segreteria, visitato per due volte e sempre con l’obiettivo di mettere fuori uso il prezioso computer, siano state messe in atto da persone che conoscono molto bene gli ambienti del Vico. Come conferma la stessa dirigente scolastica.
«Abbiamo fortissimi sospetti su chi possa essere l’autore e siamo convinti che sia sempre lo stesso ad agire», rivela la dirigente del Polo umanistico di Sulmona, «sicuramente un esperto di informatica che conosce molto bene le abitudini, gli orari non solo del personale nell’istituto, ma anche quelli che regolano il sistema d’allarme nell’atrio. Infatti l’allarme non è scattato».
Al momento è stata fatta più di una ipotesi sulla dinamica del fatto, anche se i carabinieri sono propensi a pensare che il lestofante sia entrato da una finestra al piano terra, dalla zona retrostante la scuola, per poi forzare il maniglione della porta antipatico chiuso con una catena. Nel corso del sopralluogo dei carabinieri è stata rinvenuta, inoltre, un’impronta di scarpa da uomo sul muretto sottostante la finestra.
Alla luce dell’ultimo episodio la dirigente ha deciso di far installare nella scuola un circuito di sorveglianza.
Claudio Lattanzio
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