Pd aquilano, ecco il commissario: è il segretario provinciale Piacente

Gestirà la delicata fase dopo il passo di lato di Di Giovambattista e le bordate contro Pezzopane Non accenna a placarsi lo scontro generazionale. Sullo sfondo la battaglia per Regionali e Politiche
L’AQUILA. Sarà il segretario provinciale Francesco Piacente a ricoprire il ruolo di commissario del Partito democratico dell’Aquila dopo la sconfitta elettorale di Stefania Pezzopane e dello schieramento di centrosinistra. Piacente, che già ha svolto questo ruolo a Sulmona, s’insedierà a breve con l’obiettivo di avviare – e realizzare – un radicale rinnovamento del partito in città.
ampi poteri
Piacente avrà i più ampi poteri su indicazione dello stesso segretario nazionale Enrico Letta, che ha sulla sua scrivania un fascicolo sul caso-L’Aquila. Nel capoluogo regionale il Pd ha dilapidato un vero e proprio capitale di voti rispetto alle precedenti elezioni comunali del 2017, quando raccolse 6.570 preferenze, pari al 17,19% ottenendo quattro seggi in consiglio comunale. Nella consultazione che si è decisa al primo turno, lo scorso 12 giugno, a favore del centrodestra, il Partito democratico si è fermato, invece, a quota 3.076 voti, pari all’8,63 per cento. Il consenso è stato dunque dimezzato, con tre seggi in consiglio comunale.
che succede ora
La riunione plenaria del Pd, che si sarebbe dovuta tenere il 5 luglio, a seguito delle dimissioni della segretaria comunale Emanuela Di Giovambattista, a questo punto sarà convocata dallo stesso commissario Piacente, anche se, con ogni probabilità, secondo tempi più lunghi rispetto a quelli inizialmente prefigurati. Lo scontro generazionale, pur tra toni ora più aspri ora più concilianti, è destinato ad accompagnare l’analisi del voto del centrosinistra ancora per lungo tempo.
effetto 2017
Secondo alcuni osservatori, in casa centrosinistra non si è ancora analizzato a dovere quanto avvenne nel 2017, con la prima vittoria di Biondi dopo il gran rifiuto di Giovanni Lolli a candidarsi, le primarie perse da Pierpaolo Pietrucci contro Americo Di Benedetto, la vittoria sfiorata al primo turno e il ko al ballottaggio. In questi 5 anni la destra ha permeato ogni ambiente consolidando il consenso, mentre l’opposizione in consiglio comunale – con alcuni di coloro che, rieletti, ora chiedono la testa dei maggiorenti Pd – ha balbettato. Lo scontro tra vecchi, giovani vecchi e meno vecchi va avanti, insomma, dal 2017. Il più infuriato di tutti è Stefano Palumbo, il cui nome fu subito accantonato dal tavolo del centrosinistra. Ora vuole prendersi il partito, con un occhio alle Regionali e l’altro alle Politiche.
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