«Pd primo partito in città, siamo in crescita»

Il rieletto Pietrucci: «Unire, non dividere». Il segretario Avellani: «La destra ha perso duemila voti»
L’AQUILA. La provincia affida la Regione a Marsilio, ma all’Aquila il primo partito è il Pd. C’è stata una vera e propria inversione di tendenza nelle urne del capoluogo dove domenica i 36.050 elettori (pari al 60,57%) hanno fatto una scelta diversa rispetto al trend provinciale e regionale. Nonostante la città sia in mano al centrodestra – che, con il sindaco Pierluigi Biondi (Fdl), sta governando per il secondo mandato consecutivo – per il rinnovo del consiglio regionale hanno premiato il Partito Democratico. Sono stati 6.149 (18,42%) gli elettori del partito guidato da Elly Schlein, contro i 6.044 di Fratelli d’Italia (18,10%) e i 5.391 di Forza Italia (16,15%). Il candidato più votato in città è stato l’aquilano Roberto Santangelo, vicepresidente vicario del consiglio regionale uscente e presidente del consiglio comunale dell’Aquila, con 3.963 preferenze. A seguirlo Pierpaolo Pietrucci con 3.501 preferenze, consigliere regionale uscente e unico rappresentante dell’opposizione eletto per la circoscrizione in consiglio regionale, e poi Emanuele Imprudente, già vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, che è arrivato a 3.239 preferenze. Sempre tra le fila del Pd, ha incassato 2.675 voti Rita Innocenzi, che ha contributo a far salire il dato cittadino del partito. Il Pd, quindi, in città ha tenuto e anzi ha aumentato i voti rispetto all’ultima tornata elettorale. Nel 2019, infatti, conquistò 4.236 voti pari al 13,26%. Domenica, invece, ha portato a casa circa 2mila voti in più. A livello provinciale, invece, gli elettori del Partito Democratico sono praticamente raddoppiati: 12.415 nel 2019 (8,81%) e 25.037 (17,87) il 10 marzo. «È il momento dell’unità di tutto il popolo che si è ritrovato intorno a Luciano D’Amico, che perde per via di alcune problematiche su determinati territori che andrebbero approfondite, analizzate e comprese», ha commentato Pietrucci. «Ora è il momento della coesione e, in tal senso, voglio ringraziare tutte le persone che si sono candidate nel Pd e nelle altre liste che hanno consentito al centrosinistra di essere valida alternativa sia per riprendere il Comune dell’Aquila fra tre anni sia per riprendere la Regione tra cinque anni con una nuova classe dirigente. Sento un carico di responsabilità enorme, in provincia sono l’unico eletto su sette consiglieri e so di dover rappresentare il Pd e un intero centrosinistra nei territori e nella coalizione con l’intento di unire e non di dividere: dalla sconfitta si esce solo con la chiarezza, la coerenza e l’unità». Un successo che però, per Nello Avellani, segretario dell’Unione comunale del Pd dell’Aquila, non può essere un alibi per non interrogarsi sulla sconfitta incassata. «Il discorso di apertura e rinnovamento portato avanti sta dando i suoi frutti», ha dichiarato Avellani. «Il Pd è il partito più votato, più del partito del sindaco Biondi (Fdl) che era in campo con un suo candidato. Torniamo ai dati delle Comunali del 2017, del dopo Cialente. C’è un trend in crescita, la lista ha corso e ha corso molto. Sulla città dell’Aquila il centrodestra perde 2mila voti secchi rispetto alle Comunali del 2022, e questo crediamo sia un segnale. Ora c’è bisogno di interrogarsi e di continuare a lavorare sulla strada percorsa fino a ora».

