Peculato, assolto l’ex dirigente comunale

12 Gennaio 2022

Spacone era accusato di aver sottratto 80mila euro a Scanno: «Vittima di un’ingiustizia durata anni»

SCANNO. Era stato arrestato e poi messo sotto processo, con l’accusa di peculato aggravato, per aver sottratto soldi, in qualità di pubblico ufficiale, dalle casse del Comune di Scanno (parte civile nel processo). Ieri il tribunale di Sulmona, riunito in seduta collegiale, lo ha assolto perché nel corso del dibattimento non è stata provata la sua colpevolezza. Protagonista della vicenda giudiziaria Cesidio Spacone, ex responsabile dell’ufficio finanziario del Comune di Scanno, oggi in pensione, per il quale il pm aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione. La sentenza che scagiona l’ex dirigente dalle accuse è arrivata ieri mattina a quasi 5 anni dall’arresto. In particolare Spacone era accusato di essersi appropriato, tra l’aprile del 2015 e l’agosto del 2016, di circa 80mila euro prelevati dagli incassi dei parcheggi, della Tosap, delle multe e di altre somme riscosse dagli agenti contabili del Comune di Scanno nel 2017 ma che non erano finite nelle casse dell’Ente. Accuse cadute nel corso del dibattimento culminato con la sentenza di ieri mattina. Spacone, difeso nel procedimento dall’avvocato Alessandro Margiotta, subito dopo la sentenza è scoppiato in lacrime.
«È quello che mi aspettavo perché ho avuto sempre la coscienza a posto. Si è trattato di un’ingiustizia, sono stato agli arresti domiciliari, esperienza che non dimenticherò mai. Per due anni ho avuto lo stipendio ridotto del 50%. Oggi rivedo un po’ di luce alla fine del tunnel, non tanto per me e per i familiari, ma soprattutto per tutte le persone che mi sono state vicine. Ora spero che dopo questa sentenza sia fatta giustizia anche per tutto il danno che mi è stato arrecato». Procedimento penale chiuso (ma resta da vedere se la procura presenterà appello) mentre è ancora aperto quello amministrativo con i giudici contabili della Corte dei Conti che contestano a Spacone «gravi condotte gestionali, omettendo il previsto versamento alla Tesoreria dell’Ente delle somme raccolte, in contanti, dagli agenti contabili comunali, e non rispettando l’ordinamento finanziario e contabile degli Enti locali». Da qui un sequestro conservativo per un importo di 82 mila euro che ha portato ad apporre i sigilli all’abitazione di Scanno di Spacone. Ad avviare l’inchiesta giudiziaria, nel settembre 2017, fu una denuncia dell’allora sindaco Pietro Spacone, riguardante un presunto ammanco nelle casse comunali. Nel novembre di quell’anno Spacone finì ai domiciliari. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro ascoltarono numerosi dipendenti dei Comuni di Scanno, Introdacqua e Rocca Pia, dove il ragioniere ricopriva l’incarico di responsabile dell’area finanziaria ed eseguirono perquisizioni negli uffici e in casa dell’indagato. Ieri l’assoluzione in primo grado. (c.l.)
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