Peculato, assoluzione dopo 12 anni
Ovindoli, ex dirigente accusata di aver fatto sparire 80mila euro
OVINDOLI. Era accusata di essersi impossessata, ricevendo i fondi sul proprio conto corrente, degli incassi ottenuti dalla società che gestiva il parcheggio di Ovindoli. Dopo 12 anni l’imputata è stata assolta perché il fatto non sussiste. Si tratta di Chiara Bonanni, 45 anni, di Avezzano, che doveva rispondere dell’accusa di peculato davanti al tribunale di Avezzano. La donna era amministratore unico della società “Andromeda”.
I fatti risalgono al 2008 e l’indagine fu avviata dopo la denuncia di un socio della ditta che si occupava di svolgere il servizio a Ovindoli e che era gestita dallo zio dell’accusata, morto nel corso del lungo processo. Le indagini della Procura avevano ipotizzato che l’accusata avesse incassato circa 80mila euro dall’azienda a fini personali tramite versamenti sul suo conto. Ci furono così la richiesta di rinvio a giudizio e il processo. Nel corso del processo non è stato possibile, così come sosteneva la difesa, affermare che quei soldi fossero provenienti dagli incassi della gestione del parcheggio. Sempre secondo la tesi difensiva, l’imputata non poteva avere nessuna responsabilità riguardo alle accuse anche perché lo zio della donna accusata era stato amministratore e quindi responsabile dell’azienda fino al termine del contratto di servizio. Dopo una lunga fase processuale, il giudice ha emesso la sentenza con formula piena. Sentiti i testimoni, le parti in causa e acquisita la documentazione, ha assolto l’imputata, difesa dall’avvocato Franco Colucci. (p.g.)
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