Peculato, Comola sotto processo

16 Febbraio 2018

L’ex presidente del Centro turistico nel mirino della Procura per alcuni rimborsi spese

L’AQUILA. Sotto processo per il rimborso di alcune fatture per spese sostenute durante il suo mandato di presidente del Centro turistico Gran Sasso d’Italia.
L’avvocato Alessandro Comola, genovese, professionista che vanta un curriculum di prestigio (tra cui l’assistenza legale alle famiglie delle vittime del Cermis, incarichi al ministero delle Finanze e del lavoro e nelle Università Luiss e Bocconi), è comparso ieri dinanzi al tribunale in composizione collegiale (presidente Alessandra Ilari, a latere Monica Croci e Roberto Ferrari) per rispondere dell’accusa di peculato (modificata in truffa limitatamente a due fatture, successive al suo mandato).
Un breve periodo, ma intenso, quello della sua permanenza all’Aquila alla guida della disastrata società partecipata del Comune, ancor oggi alle prese con una crisi che sembra senza uscita. Dieci mesi (su incarico dell’allora sindaco Massimo Cialente), tra il 2011 e il 2012, scanditi da polemiche ed esposti, finiti all’attenzione della commissione di Garanzia del Comune e in Procura. Ieri la prima udienza del procedimento. L’accusa contesta all’imputato di aver intascato alcune migliaia di euro di rimborsi spese per alberghi e ristoranti dell’Aquila, ma anche di località tra Lazio e Toscana. La difesa, rappresentata dall’avvocato Rosario Panebianco, ribatte affermando che «non si è trattato di soldi pubblici intascati per chissà quali scopi, bensì di spese istituzionali sostenute per questioni inerenti al suo ufficio». Le fatture, infatti, sarebbero relative al soggiorno di soggetti che, nella loro qualità di consulenti, venivano da fuori città per attività legate al Ctgs.
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