Pedonalizzazione, l’accordo è lontano

9 Marzo 2018

L’assessore La Civita rilancia, ma i commercianti non ci stanno. E in città si accende il dibattito tra favorevoli e contrari

SULMONA. Continua a tenere banco il dibattito sulla necessità di rivitalizzare il centro storico, dopo la serrata con corteo di protesta di 230 negozianti della scorsa settimana e la riunione della commissione consiliare Attività produttive. Dopo la lunga discussione è ancora una volta l’assessore al Commercio Cristian La Civita a rilanciare la questione della pedonalizzazione. «Da decenni si parla di pedonalizzazione», afferma. «Credo sia arrivata l’ora di fare un primo passo in questa direzione. Mi sto spendendo e continuerò a farlo con forza perché questa città possa finalmente cogliere questo risultato».
Ma i commercianti sono dalla parte opposta e chiedono addirittura la riduzione della Zona a traffico limitato per aprire alle auto anche in orari ora inaccessibili. Dunque, la partita del serrato confronto tra portatori di interesse e amministratori si gioca tutta sulla solita e annosa questione della pedonalizzazione. Il compromesso potrebbe essere quello della chiusura totale del corso alle auto nei week end con la concessione di una Ztl meno prolungata dal lunedì al venerdì, con proposta di lasciarla attiva dalle 18 in inverno e dalle 24 in estate. «Io non sono dell’idea di aprire “h24” il centro», interviene Rossana Giorgi, che ha un negozio di confetti lungo corso Ovidio, «ma nemmeno di chiuderlo tutto il giorno, basta fare paragoni con realtà ben diverse. Non ne possiamo più di chi vuole insegnarci il mestiere».
I commercianti dell’associazione “Sulmona fa centro”, che ha promosso la protesta, ci tengono a ribadire che la questione della Ztl non è l’unica posta sul tappeto e che è, anzi, subordinata alla necessità di riportare scuole, uffici e servizi in centro storico.
«Prima il corso era il cuore pulsante della città», dice Franco Ruggieri, titolare del bar tra via De Nino e corso Ovidio, «ora uffici e servizi si sono spostati altrove. Dunque va fatto un ragionamento serio da questo punto di vista. Senza dimenticare il Liceo Classico chiuso ormai da nove anni e le transenne lungo più punti del centro e mai tolte. E poi ci definiamo una città turistica».
E proprio perché il centro storico è anche il motore del turismo cittadino, i ristoratori cominciano a chiedere di essere considerati in questo dibattito e avanzano delle prime proposte. «Bisogna alzare lo spessore culturale degli eventi, incentivare e rieducare il sulmonese a fare due passi a piedi», dichiara Marta Carrozza, proprietaria di un B&B dietro piazza XX Settembre, «basta farsi un giro negli altri centri storici d’Italia, anche senza andare troppo lontano». La questione, però, non convince i commercianti.
«Prima di chiudere una città si sarebbero dovuti offrire servizi adeguati, che al momento non esistono», ribatte Andrea Tella che ha il suo negozio di musica in via Sardi, «qui non siamo né a Perugia né a Siena».
Quindi anche il consiglio di guardare ad altre città non sembra attecchire, mentre cittadini e residenti sfogano la loro rabbia su Facebook contro la proposta di riduzione della Zona a traffico limitato. Come Emanuele Incani e Fabrizio D’Azzena, che minacciano di non andare più in centro storico coi loro figli in caso di apertura alle auto, o come i gestori del bar di piazza XX Settembre, che hanno scelto di non aderire alla serrata di giovedì scorso.
«L’evoluzione del commercio deve spingere gli operatori del settore a una riflessione», fa notare Roberto Di Vito, informatico con uno studio in centro. «Alcuni concetti sono ormai superati. Tutto ciò che non è urgente si può comprare su internet a costi estremamente più bassi e con consegna a casa. Questo è il mondo in cui viviamo. Crisi o non crisi. Pedonalizzazione o non pedonalizzazione».
Nella prossima riunione in Comune, fissata per giovedì prossimo, si cercherà di trovare una prima sintesi tra le varie opinioni. Cosa che, con posizioni così distanti, sembra tutt’altro che facile.
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