Peltuinum apre le porte del teatro

Oggi la visita guidata con gli archeologi che hanno concluso la campagna di scavo
PRATA D’ANSIDONIA. Si è conclusa la campagna di scavo 2021 nel sito archeologico di Peltuinum (comune di Prata d’Ansidonia) a cura dell’Università la Sapienza di Roma (in collaborazione con il ministero dei Beni culturali) con docenti e una quindicina di studenti.
Oggi è prevista l’apertura straordinaria del teatro e la visita guidata con gli archeologi che hanno lavorato sul campo.
Diverse le novità emerse dagli scavi fra cui l’antica pavimentazione della piazza del foro e la conferma che lo sviluppo della città romana fu interrotta da un catastrofico terremoto. I resti della città di Peltuinum si trovano su un altopiano circondato dalle montagne più alte dell’appennino, il Gran Sasso, la Maiella e il Sirente mentre ad ovest è aperta la via per L’Aquila.
Il sito si colloca nell’antico territorio dei Vestini e deve la sua prosperità al passaggio del tratturo che dalla Sabina portava fino a Foggia. La città romana fu fondata alla metà del primo secolo avanti Cristo e pianificata per la gestione e il controllo dei proventi della transumanza. Fu munita di un possente circuito murario munito di torri. Nella seconda metà del primo secolo avanti Cristo fu realizzato il complesso sacro con un tempio su alto podio, dedicato ad Apollo. Contemporaneamente fu realizzato anche il teatro, costruito in parte appoggiando i sedili al pendio collinare e in parte rialzando la cavea.
Sotto l’imperatore Claudio (41-54 dopo Cristo) venne risistemata la strada che prese il nome di via Claudia Nova. Nel V secolo un terremoto sconvolse la città, tanto da causarne l’abbandono. Successivamente, in età medievale sul pianoro sorsero piccoli complessi legati al culto cristiano e un fortilizio con funzione di controllo sulla piana circostante. (g.p.)
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