Peltuinum, ora spunta il quartiere «operaio»

13 Luglio 2014

L’ultima campagna di scavo è iniziata una settimana fa e si chiuderà ad agosto Durante i lavori sarà possibile visitare il sito insieme agli archeologi

L’AQUILA. Dal teatro romano al quartiere operaio del XIII-XIV secolo per arrivare a un antico fortilizio e alla chiesa tratturale di San Paolo. Oltre 1400 anni storia sono emersi dalle indagini nell’antica città di Peltuinum, tra Prata d’Ansidonia e San Pio delle Camere. L’ultima campagna di scavo, condotta dalla cattedra di urbanistica del Dipartimento di scienze dell’antichità dell’Università «la Sapienza» di Roma, sotto la direzione della professoressa Luisa Migliorati, ha preso il via la scorsa settimana e andrà avanti fino all’inizio di agosto, grazie anche alla collaborazione dell’Archeoclub dell’Aquila.

«Da ormai più di dieci anni mi sono dedicata a portare alla luce la città romana, immersa in un paesaggio meraviglioso», spiega la docente di origine abruzzese che ha cominciato a studiare la zona negli anni '80 per poi riprendere le ricerche nel 2000. «Ogni volta che tiriamo fuori qualcosa, cerchiamo di restaurarlo in modo da non perdere neanche una delle tracce del passato di questo territorio meraviglioso, in cui i turisti possono godere non solo dei ritrovamenti archeologici, ma anche della natura circostante». La città di Peltuinum, fondata fra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. nel territorio abitato dal popolo dei Vestini, si estendeva, infatti, su un pianoro sopraelevato rispetto all’altopiano di Navelli e rivestiva un ruolo, sia politico che economico, strategico nel controllo dei traffici commerciali legati soprattutto ai percorsi della transumanza. La città, comunque, doveva essere ricca anche in un passato più remoto, come dimostrano le testimonianze emerse dagli scavi. «La più evidente è il teatro romano, recuperato in parte, con i gradoni per sedersi», continua la Migliorati. «Ma proprio nello stesso sito, da poco, è emerso un quartiere operaio, probabilmente funzionale alla realizzazione della chiesa tratturale di San Paolo che sorge a circa 200 metri di distanza». Il teatro, infatti, una volta dismesso, è stato utilizzato come cava di pietra per la costruzione dell’edificio sacro. A tale scopo probabilmente è stato realizzato anche un sentiero che collega la chiesa al teatro e che poteva essere percorso a piedi o con i muli.

«Sono evidenti blocchi di gradinate tagliati e portati nella vicina chiesa», continua la docente, «ma anche lastre di pavimentazione dell’orchestra spezzate per ricavarne materiali più piccoli e facilmente utilizzabili». È per questo motivo che oggi il teatro appare diviso a metà: da un lato la struttura classica con le sedute per gli spettatori, dall’altro un groviglio di stanze per gli operai, di epoca più tarda. Ma le indagini hanno riservato anche altre importanti novità. Proprio nella zona dell’orchestra del teatro, infatti, è stata trovata una calcara, risalente probabilmente al VI secolo. Si tratta di un forno per la calce che doveva servire di fatto alla realizzazione di un’altra struttura sempre sul posto: un fortilizio dello stesso periodo sulla strada di fondo valle, una piccola fortezza a difesa del territorio.

«La calcara è stata comunque utilizzata più volte fino al XII secolo, quando venne sigillata definitivamente», spiega la docente. «In questo periodo stiamo studiando la zona e all’interno della calcara abbiamo trovato frammenti architettonici, come foglie di capitelli corinzi e basi di colonna».

La calcara, insomma, in epoca successiva alla realizzazione, forse non è stata più utilizzata esclusivamente per la calce, ma più in generale per la cottura. Le ricerche sono concentrate anche in uno degli ambienti del quartiere operaio, per portarne alla luce il pavimento. Tesori che nella maggior parte dei mesi dell’anno sono inaccessibili al grande pubblico e che, in questo periodo, invece, aprono le porte. Fino al 2 agosto, in occasione della campagna di scavo, sarà possibile visitare il sito archeologico di Peltuinum con la guida degli archeologi impegnati nello scavo. Le visite saranno possibili nei seguenti orari: da lunedì al venerdì 9-16,30; sabato e domenica su prenotazione al numero 3409013359. Per info è possibile inviare una mail a archeoclublaquila@virgilio.it o visitare la pagina Facebook 'Archeoclub L'Aquila'.

Michela Corridore

©RIPRODUZIONE RISERVATA