Pentito suicida, Antigone in campo

Braghini: «Carceri sovraffollate e con poco personale, la Regione intervenga»
SULMONA. Continua a suscitare interrogativi il suicidio del pentito 24enne nel supercarcere sulmonese. Dopo le interrogazioni presentate dai parlamentari Stefania Pezzopane e Gianni Melilla al ministro della Giustizia Andrea Orlando, sono anche le associazioni a chiedere di approfondire la vicenda. «Se l’inchiesta della magistratura confermerà che il 24enne si è tolto la vita o, ancora peggio, nel caso venga fuori un’altra verità», fa notare l’avvocato Salvatore Braghini, presidente dell’associazione Antigone onlus, «dovrà aprirsi una seria riflessione nella politica e nella società abruzzese, perché la casa di reclusione di Sulmona, con la costruzione di un altro lotto, sta diventando uno dei carceri più importanti del Centro Italia, dove i problemi irrisolti del sistema detentivo sono cresciuti proprio a causa delle notevoli dimensioni e dalla complessità dell’istituto di pena».
Nel mirino del legale il sovraffollamento e la carenza di organici. «Nel carcere di Sulmona c’è un imponente circuito di massima sicurezza con circa 450 detenuti su 304 posti regolamentari», ricorda Braghini. «Vi è dunque un notevole sovraffollamento, un’altissima presenza di ergastolani e di un cospicuo numero di collaboratori di giustizia. La carenza di agenti penitenziari aumenta le difficoltà di questo come degli altri istituti di pena abruzzesi, nei quali si assottigliano sempre più i fondi per il reinserimento sociale, con un’incidenza della recidiva che si attesta ben oltre il 50%. Rinnovo il mio appello affinché la politica regionale intervenga per risolvere i numerosi problemi degli otto istituti penitenziari abruzzesi, e in particolare per migliorare l’aspetto sanitario», conclude Braghini. Intanto, l’autopsia – eseguita da Ildo Polidoro – conferma l’asfissia come causa più probabile del decesso del 24enne. (f.p.)
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