Per Annina e Luigi ecco le pietre d’inciampo

Ricorderanno i fratelli Santomarrone condannati e rinchiusi per aver ospitato un inglese a Roio Piano
L’AQUILA. Due pietre d’inciampo per onorare la memoria dei fratelli Annina e Luigi Santomarrone, due aquilani deportati e uccisi, durante la Seconda Guerra Mondiale, nei campi di sterminio nazisti. I due sampietrini con le targhe d’ottone saranno posizionati a Roio Piano, nella strada dove si trovava la casa in cui vivevano Annina e Luigi. La commemorazione è stata presentata dai rappresentanti delle associazioni che, d’accordo con il Comune, si sono fatte promotrici dell’iniziativa: Fulvio Angelini, presidente provinciale Anpi (Associazione nazionale partigiani) L’Aquila; Carlo Fonzi, presidente dell’Istituto abruzzese per la storia della resistenza; Monica Perilli, dell’associazione Annina Santomarrone; Alberto Aleandri dell’Anppia (Associazione nazionale partigiani politici italiani antifascisti). Presente anche Riccardo Lolli, storico che, con il suo lavoro, basato molto anche sulle fonti orali, come i racconti degli abitanti di Roio Piano, è riuscito a ricostruire, seppur parzialmente, la vita dei due fratelli.
Annina e Luigi vivevano nella stessa casa insieme al marito di lei, Nicola. Un giorno imprecisato nei primi mesi del 1944, la polizia fascista bussò alla loro porta e li arrestò. A denunciarli era stata una spia in cambio di denaro. I fratelli Santomarrone e il marito di Annina non erano ebrei. Vennero traditi perché avevano ospitato, a casa loro, un prigioniero di guerra inglese. «Non l’ho aiutato perché era inglese, ma perché sono cristiana e anche loro sono cristiani», disse Annina durante il processo che venne intentato a suo carico dopo la cattura. Lei e il fratello vennero condannati a cinque anni di reclusione e condotti in Germania, in due campi di sterminio. Nicola, il marito di Annina, invece si salvò, anche se non si è mai capito bene perché e come riuscì a sfuggire alla condanna e alla deportazione. Luigi venne internato a Dachau (vicino a Monaco di Baviera) il 28 aprile del 1944 (numero di matricola 67249) e lì morì il 7 febbraio del 1945. Annina, invece, venne portata a Ravensbruck, il più grande campo di concentramento femminile tedesco (numero di matricola 83844). Nemmeno lei fece più ritorno. Entrambi erano stati schedati come deportati politici. Le pietre d’inciampo a loro dedicate andranno ad aggiungersi a quella posata nel 2012 a piazza Duomo in onore di Giulio Della Pergola, commerciante deportato e ucciso, nel gennaio del 1944, ad Auschwitz. Le pietre d’inciampo sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.
COMUNE. «Solidarietà e vicinanza al popolo ebraico per l’inumana tragedia» sono state espresse in una lettera inviata dall’assessore Fabrizia Aquilio all’ambasciatore di Israele Dror Eydar.

