“Per Francesco”, un messaggio d’amore

17 Marzo 2018

Presentazione con la scrittrice Flacco, l’attrice Di Berardino recita alcuni passi del romanzo

AVEZZANO. «Amore e tolleranza» questo il messaggio che la scrittrice Elsa Flacco vuole trasmettere con il suo romanzo “Per Francesco, che illumina la notte”, presentato ieri pomeriggio nell’aula magna del Liceo classico “Alessandro Torlonia”. L’incontro è stato organizzato dal Comitato per la comunicazione culturale della città di Avezzano, con la partecipazione della scrittrice Emma Pomilio e dell’attrice Mafalda Di Berardino dell’associazione culturale Proteo, che ha recitato alcuni passi del romanzo.
Perché un romanzo su San Francesco?
«In realtà sono partita dalla figura di Tommaso da Celano, vero protagonista dell’opera e primo biografo di San Francesco. Tommaso mi affascina perché poco noto. La mia intenzione era quella di scrivere un romanzo totalmente storico, privo di connotazione religiosa. Non sono nemmeno credente, perciò ho cercato di creare un ritratto umano di San Francesco. Tuttavia, nonostante l’operazione laica, il romanzo sta avendo molto successo tra i religiosi».
Come è nato il titolo del romanzo?
«Inizialmente il titolo da me scelto era: Nel desiderio dell’anima, tratto dall’ultima biografia del Santo. Poi la mia casa editrice ha preferito cambiarlo con quello attuale, perché più avvincente ed esplicativo sul contenuto del romanzo».
C’è un messaggio particolare che vuole trasmettere? «Apertura, tolleranza e amore: questi i messaggi che vorrei venissero recepiti dai lettori. Il mio portavoce è frate Elia, personaggio dal carattere forte e impulsivo. Nella seconda parte del romanzo ruba quasi la scena a Tommaso, con il quale entra in contrasto. Elia si fa scomunicare, poiché la Chiesa mette in atto un processo di normalizzazione della dottrina francescana, che avrebbe tradito il vero spirito del messaggio di San Francesco».
Come mai non ha scelto un personaggio che avrebbe catturato maggiormente l’attenzione dei giovani?
«Ho scelto questo argomento perché ho avuto un’illuminazione improvvisa, inoltre ho pensato che un romanzo sul medioevo avrebbe avvicinato i ragazzi alla storia più di un saggio».
Continuerà sul genere del romanzo storico?
«Mi sono avvicinata tardi a questo genere. Non avrei mai creduto che questa esperienza potesse coinvolgermi tanto, per questo riproporrò a breve un altro romanzo storico, ambientato in un’epoca diversa dal medioevo, ma che per il momento preferisco non rivelare. In futuro vorrei dedicarmi alla scrittura di un romanzo contemporaneo».
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