Per la prima volta stranieri le Dame e il Giovin signore

Un’afghana, un cinese e una venezuelana nei ruoli chiave della Perdonanza
L’AQUILA. È la Perdonanza di Papa Francesco. È la Perdonanza dell’accoglienza e della solidarietà: per la prima volta i tre ruoli chiave del corteo storico, che quest’anno in via eccezionale si svolge il 23 e non il 28 agosto, sono stati assegnati a tre stranieri accolti e integrati nella comunità aquilana. Una profuga afghana, un fisico cinese e una ricercatrice venezuelana impersoneranno rispettivamente la Dama della bolla, il Giovin signore e la Dama della croce.
inclusione e accoglienza
«Quest’anno abbiamo voluto puntare l’attenzione sulla tradizione dell’accoglienza e dell’inclusività che L’Aquila porta nel dna», rivendica il sindaco Pierluigi Biondi in occasione della presentazione del corteo, ieri mattina nell’Auditorium del Parco del Castello. «La nostra è una città crocevia di culture e di incontri, nel solco del messaggio tramandato da Celestino V. Oggi che viviamo di nuovo un’epoca di conflitto alle porte dell’Europa, L’Aquila si conferma luogo aperto al mondo, dove si viene a lavorare e a studiare, dove si accolgono i rifugiati». Biondi esalta il concetto di «ricostruzione che va oltre l’aspetto fisico», e la vocazione della «città che restituisce la solidarietà ricevuta in questi anni e offre opportunità». Di qui la decisione simbolica di scegliere, per i ruoli chiave del Corteo storico della Bolla, tre stranieri che per varie ragioni vivono oggi all’Aquila.
la profuga afgana
È arrivata in città il 21 luglio grazie ai corridoi umanitari delle chiese evangeliche e alla Casa del volontariato provinciale Kawsar Abulfazil, 27enne originaria dell’Afghanistan, laureata in Scienze politiche all’Università di Kabul, attualmente impiegata nell’organo delle Nazioni unite che si occupa di uguaglianza di genere ed emancipazione delle donne, l’UnWomen. «Avevo tanti sogni e speranze nel mio paese, sogni che sono stati infranti: lavoravo per la pace e l’inclusione, combattendo contro chi questi princìpi non li rispetta», dice Kawsar, che qui continua a lavorare per l’Onu. «Partecipare a questa cerimonia», sottolinea la giovane, «è importante perché rappresenta valori in cui credo e per quali mi batto: riconciliazione, coesione sociale, integrazione». Sarà lei, il 23 agosto, a reggere l’astuccio con la copia della Bolla del perdono, il cui originale è per ora custodito nei forzieri della Banca d’Italia.
il fisico cinese
Il Giovin signore, che porta il ramo d’ulivo del Getsemani incastonato con il sigillo dell’Aquila, sarà Shihong Fu, 26 anni, dottorando in Fisica delle particelle e Fisica nucleare all’Università di Shanghai attualmente ricercatore ai laboratori del Gran Sasso. «Rispetto al 2020, prima volta in cui sono stato qui», racconta Shihong, «oggi L’Aquila è una città diversa, che si sta riprendendo dal terremoto. Sono fiero di portare questo messaggio che non è soltanto religioso, ma è in generale un simbolo di pace, solidarietà e riconciliazione: un messaggio che vorrei trasmettere al mondo».
aquilana per scelta
«Sono figlia di emigrati, e ho sempre sognato l’Italia», confessa Adriana Carolina Pinate, 39enne nata in Venezuela, ricercatrice in Economia applicata al Gran Sasso Science Institute, che sarà Dama della croce. «La prima volta che sono stata qui sono rimasta colpita dal Gran Sasso incastonato in un paesaggio incredibile, ho visto le ferite della città. Ho scelto di vivere qui e di farci crescere mia figlia, che ora ha cinque anni, e tra l’altro è stata proprio lei la prima a parlarmi di Celestino V. Per me la Perdonanza significa tre cose: accoglienza, solidarietà e pace, tre elementi che ritrovo nella città dell’Aquila e nell’Italia».
ritorno alla tradizione
Rispetto alle ultime due edizioni condizionate dal Covid, il Corteo della Bolla riprende la sua forma tradizionale. A comporlo saranno circa 900 persone: 300 autorità civili e 600 figuranti in costumi d’epoca, in rappresentanza di 13 gruppi aquilani, due di Celano, uno di Cerchio e uno di Antrodoco.
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