Per Palazzo Margherita scontro politico sui lavori

L’AQUILA. Botta e risposta tra sinistra e destra su Palazzo Margherita all’esito della commissione di garanzia. Se per la consigliera di opposizione Stefania Pezzopane «emergono aspetti inquietanti,...
L’AQUILA. Botta e risposta tra sinistra e destra su Palazzo Margherita all’esito della commissione di garanzia. Se per la consigliera di opposizione Stefania Pezzopane «emergono aspetti inquietanti, una situazione grave e inaccettabile: ho chiesto l’accesso agli atti», per il capogruppo di FdI Leonardo Scimia «Pezzopane fa dichiarazioni confuse, che sconfortano».
pezzopane
«Sono necessari approfondimenti perché nei ritardi accumulati ci sono precise responsabilità dell’amministrazione», sostiene Pezzopane. «Su Palazzo Margherita, la risposta insoddisfacente del vicesindaco Daniele alla mia interrogazione aveva tra l’altro aperto nuovi dubbi. Non risolti. E sono emersi fatti nuovi. Quanto detto dal vicesindaco in consiglio comunale non coincide su vari aspetti con quanto affermato dal Rup Di Gregorio, presente alla riunione insieme all’ingegnere Tarquini. A partire dalla finta “inaugurazione” della sala consiliare del 27 aprile, costata € 83.112 per il trasloco dei mobili che diversamente da quanto asserito dal vicesindaco non sono nel capitolato d’appalto, quindi è stato il Comune a impegnare quelle risorse. Per giustificare quella passerella pre-elettorale si è degradata a “visita” di un cantiere», così è stata definita, «quella che fu presentata come inaugurazione dell’aula del consiglio comunale. Ma la sostanza vera della riunione è su altro, di notevole rilievo per la città. La prima grossa questione emersa è che la decisione dello stralcio dei lavori della torre civica non avrebbe correlazioni con i presunti danni conseguenti ai lavori dei sottoservizi, come asserito in consiglio comunale e in commissione dal vicesindaco perché il Rup ha sostenuto che l’interferenza è marginale”». Pezzopane aggiunge che «il progetto dovrà essere rimodulato e solo allora si potrà capire l’effettivo incremento di spesa. È poi emerso un altro aspetto grave. Il vicesindaco ha ammesso che i fondi richiesti al Cipess sono quelli assegnati dai governi del centrosinistra per la sede unica. Non ci sono soldi freschi quindi, ma si tolgono a un progetto strategico che doveva dare ai servizi comunali efficienza, efficacia e risparmio sui fitti passivi. Il vicesindaco ha comunicato che l’amministrazione non avrà una sede unica, ma una “sede diffusa”, con dispendio di risorse alle realtà private».
scimia
Secondo il capogruppo di FdI «la spesa sostenuta per il trasloco dei mobili dell’aula consiliare rientra nel quadro economico degli interventi finanziati dal Cipe – oggi Cipes – e, incredibile a dirsi ma è così, quella somma era destinata appositamente al trasferimento dei beni mobili della sala prima ospitata a Villa Gioia. Non c’è stata, pertanto, alcuna spesa aggiuntiva per le casse comunali. Non prendiamo lezioni, inoltre, da chi era in prima linea, nel 2016, alla consegna “farlocca” dei lavori promossa dal centrosinistra. Lo stralcio degli interventi sulla Torre civica, su cui è necessario una complessa opera di ristrutturazione, rientra nell’ottica di una velocizzazione della riconsegna».

