Per riavere la De Amicis servono altri diciotto mesi

31 Dicembre 2020

L’antico ospedale non sarà più adibito ad attività scolastiche: ospiterà uffici Per il restauro ci fu la mobilitazione delle cantanti “Amiche per l’Abruzzo”

L’AQUILA. Ci vorrà ancora un anno e mezzo di lavori prima che possa essere smontato definitivamente il reticolo di tubi Innocenti che copre dal 2009 la facciata della storica scuola De Amicis, a fianco della chiesa di San Bernardino. Le opere, dopo varie e complesse vicende burocratiche, hanno preso il via da circa un anno e proseguono per restituire alla città un edificio che, tuttavia, sarà piuttosto diverso rispetto a quello impresso nei ricordi dei tantissimi ex alunni. Infatti, non sarà più adibito a scuola, ma ospiterà con ogni probabilità uffici del Comune, proprietario dell’immobile. Proprio con questa finalità è stato progettato l’intervento di restauro e ristrutturazione diretto dal provveditorato Opere pubbliche, come stazione appaltante, per 12 milioni. Tra i fondi ci sono anche quelli raccolti dalle “Amiche per l’Abruzzo”, le cantanti Laura Pausini, Giorgia, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini ed Elisa.
Solo una parte del lavoro è stato completato, ma molto è ancora da fare. L’obiettivo è salvaguardare ciò che resta della struttura originaria dell’edificio, nato come ospedale San Salvatore, il grande Ospedale Maggiore, che ha dato il nome all’odierno policlinico, fondato nel 1448 da San Giovanni da Capestrano riunendo in una unica istituzione una trentina di piccoli ospedali della città e del contado. «L’ospedale fu costruito inglobando la preesistente chiesa di Poggio Picenze che aveva la stessa intitolazione», spiega lo storico e consulente del Provveditorato per l’esecuzione dei lavori, Maurizio D’Antonio. «Ricostruito parzialmente nel 1700, nel 1875, cessata la funzione di ospedale, fu destinato a infermeria militare e nella prima metà del Novecento fu ancora modificato, a più riprese, per adattarlo a scuola elementare intitolata dapprima a San Salvatore poi dal 1938 a Costanzo Ciano e infine dal 1946 a Edmondo De Amicis. Questa funzione ha mantenuto fino al sisma». L’intervento progettato intende valorizzare le preesistenze quattrocentesche. «Della costruzione primitiva si conserva il piano terra con arcate in pietra concia, che interessano in altezza anche il piano superiore, e diversi portali: quello d'ingresso datato 1457, quello della preesistente chiesa con lunetta dipinta, il portale gotico sul fianco esterno verso la basilica e tre portali con architrave a sesto ribassato nel cortile che è circondato da un portico voltato a crociera che risale al Seicento» spiega D’Antonio. «Il terzo piano è frutto del riadattamento del primo Novecento. Nell’ala settentrionale, verso l’attuale piazza del Teatro, nel 1642 fu allestita una sala per spettacoli, detta teatro San Salvatore, poi eliminata con la ristrutturazione a scuola. Soprintendente del teatro, regista e scenografo fu per molti anni il pittore Francesco Bedeschini». Un patrimonio di inestimabile valore, storico e affettivo, che potrà essere nuovamente fruibile, seppur con una funzione ancora diversa dalle precedenti, per l’estate 2022.