Per secoli un baluardo del Regno di Napoli

Eretto sul sito più elevato della città, il castello (nella foto) venne progettato dall’architetto spagnolo Pirro Aloisio Scrivà nel 1534. A riassumerne la storia sono l’ex direttrice Luciana Arbace...
Eretto sul sito più elevato della città, il castello (nella foto) venne progettato dall’architetto spagnolo Pirro Aloisio Scrivà nel 1534.
A riassumerne la storia sono l’ex direttrice Luciana Arbace e lo storico Mauro Congeduti. «Il forte spagnolo dell’Aquila», sottolineano, «è stato per secoli uno dei principali cardini del sistema difensivo del Regno di Napoli, entrato a far parte del vastissimo impero degli austriaci. All’epoca in cui fu edificato, il castello spagnolo dell’Aquila costituiva il risultato più avanzato della nuova architettura militare. In esso, grazie ai sacrifici della città, che fu costretta ad accollarsi buona parte delle spese di costruzione, la moderna scienza delle fortificazioni e le concezioni estetiche del progettista furono realizzate nel modo più compiuto, con rara coerenza e razionalità. Le soluzioni tecniche adottate dall’Escrivá sono frutto della consapevole prefigurazione del potenziale bellico di un eventuale esercito invasore. Soltanto nel 1567», concludono Arbace e Congeduti, «la città veniva esonerata dal pesante tributo impostole per la costruzione».
A riassumerne la storia sono l’ex direttrice Luciana Arbace e lo storico Mauro Congeduti. «Il forte spagnolo dell’Aquila», sottolineano, «è stato per secoli uno dei principali cardini del sistema difensivo del Regno di Napoli, entrato a far parte del vastissimo impero degli austriaci. All’epoca in cui fu edificato, il castello spagnolo dell’Aquila costituiva il risultato più avanzato della nuova architettura militare. In esso, grazie ai sacrifici della città, che fu costretta ad accollarsi buona parte delle spese di costruzione, la moderna scienza delle fortificazioni e le concezioni estetiche del progettista furono realizzate nel modo più compiuto, con rara coerenza e razionalità. Le soluzioni tecniche adottate dall’Escrivá sono frutto della consapevole prefigurazione del potenziale bellico di un eventuale esercito invasore. Soltanto nel 1567», concludono Arbace e Congeduti, «la città veniva esonerata dal pesante tributo impostole per la costruzione».

