«Perché all’Aquila non c’è lavoro?»

16 Gennaio 2016

L’Italia dei valori: già investiti 10 miliardi di euro e altri cinque sono in arrivo

L’AQUILA. Come può un territorio circoscritto come quello dell’Aquila, su cui sono già stati investiti circa 10 miliardi di euro e su cui sono in arrivo quasi altri cinque, non avere lavoro, tanto da spingere un giovane padre di 36 anni a togliersi la vita. È su questa domanda, che è stata presentata più come un «drammatico dato di fatto», che ieri mattina i vertici dell’Italia dei valori hanno riflettuto nella presentazione di un progetto di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per vigilare su quanto fatto e quanto si farà ancora per la ricostruzione del capoluogo abruzzese. «All’Aquila sono stati investiti circa 10 miliardi di euro, per il 2016 sono già stanziati altri 900 milioni e altri 4 miliardi sono previsti dal 2016 al 2019», ha detto Ignazio Messina, segretario nazionale Idv, «vogliamo vederci chiaro su quanto è stato speso per gli appalti già assegnati e per quelli futuri, ma soprattutto verificare eventuali infiltrazioni della criminalità. Vogliamo evitare che i cittadini siano danneggiati due volte: prima dal sisma e poi dagli sciacalli che ne hanno approfittato». «La proposta prevede un tempo-limite di due anni» ha concluso, «per la conclusione dei lavori della Commissione».

«Non ci dobbiamo sostituire alla magistratura», hanno spiegato i senatori Alessandra Bencini e Maurizio Romani, «la commissione serve a indagare e a far luce prima sulle scelte operate. Va chiarita la correttezza degli interventi svolti nella fase immediatamente successiva al sisma e anche a quelli affidati in deroga alla normativa del Codice dei contratti legati a lavori, servizi e forniture». «Più persone decideranno di impegnarsi nella risoluzione del problema, sia tecnici che persone del territorio che potranno segnalarci problematicità», hanno detto i parlamentari dell’Italia dei valori, «più ne saremo contenti». «Occorre verificare come sono stati realizzati i moduli abitativi, come è partita la gestione commissariale, fino ad arrivare alle modalità di appalto e di aggiudicazione», ha specificato il segretario regionale, Lelio De Santis, «se ci sono stati sprechi e corruzione, ci saranno delle complicità che vanno accertate. La gente ha bisogno di chiarezza». «Lo Stato ha speso una somma ingente», il commento di Lucrezio Paolini, consigliere regionale Idv, «dobbiamo fornire la certezza che le risorse serviranno per ricostruire il tessuto sociale ed economico, oltre che le case». Presenti anche l’assessore comunale Idv, Giovanni Cocciante e i consiglieri comunali Di Nicola e Durante.©RIPRODUZIONE RISERVATA