Perdonanza, altri debiti per le casse del Comune

Per la vecchia gestione (inizio anni Duemila) nuovo pagamento di spese legali Il caso riguarda la sentenza di assoluzione di 12 anni fa per un revisore dei conti
L’AQUILA. Le Perdonanze di inizio millennio (2001-2002-2003), tra fornitori da pagare e spese legali continuano a fare danni alle casse del Comune. Nelle aule del tribunale c’è ancora chi cerca di farsi liquidare fatture di 15-20 anni fa e ora spunta anche un pagamento di 1.500 euro (lievitato a 2.200 circa) per spese legali relative a una sentenza della Corte dei Conti che risale al 2008 con la quale veniva assolto un revisore dei conti del Comune in relazione alla “gestione” dell’ Istituzione Perdonanza. Il procedimento (nel quale furono coinvolte molte persone) seguiva polemiche e denunce sui conti della Perdonanza che portarono a inchieste penali e contabili. I revisori del Comune assolti erano stati chiamati in causa perché “attraverso apodittiche attribuzioni di utilità ai debiti contratti in eccesso dall’Istituzione, stavano innescando la produzione di ulteriori danni all’ente locale”. Accusa che poi fu ritenuta infondata dai giudici di merito.
L’ultimo caso di esborso per quelle vicende di inizio millennio lo si rintraccia in una determina che mette fine all’ennesima battaglia a colpi di carte bollate su chi, fra Comune e persona assolta, avrebbe dovuto pagare le spese legali. Nell’atto si ripercorrono le tappe: “La Corte dei Conti con riferimento al giudizio sull’Istituzione Perdonanza, ha assolto due revisori dei conti del Comune e ha liquidato in 1.500 euro, per ognuno, le spese legali per la relativa difesa. A fronte della richiesta al Comune di liquidazione della somma era stata opposta dall’ente l’impossibilità di riconoscerla sul presupposto per cui la disciplina regolamentare del Comune avrebbe consentito il rimborso solo in favore dei dipendenti in ragione della specifica fonte del contratto nazionale e in favore degli amministratori comunali”. Nella fattispecie però, è stata la stessa Corte dei Conti che ha stabilito, implicitamente, l’erogazione della somma a carico del Comune. Il difensore di uno degli ex revisori “in riferimento al suddetto diniego ha contestato l’interpretazione prospettata dal Comune reiterando la richiesta di pagamento, sotto pena di azione giurisdizionale per il recupero coattivo delle somme”. A quel punto l’ente pubblico “al fine di scongiurare un evidente aggravio di spese a carico dell’ente con il conseguente danno erariale nel giudizio di responsabilità amministrativa” ha preso atto “della decisione dalla Corte dei Conti e del fatto che il pagamento in questione attiene esclusivamente alle spese liquidate in sentenza oltre oneri di legge e con la rinuncia al pagamento degli interessi maturati e quindi con conseguente risparmi di spesa per l’ente stesso” e ha deciso, dopo 12 anni, di chiudere la questione “per un importo complessivo pari a 2.200 euro”.
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