Perdonanza bene dell’umanità La Regione promette più soldi

14 Dicembre 2019

L’assessore al Bilancio Liris: «Chiederò a Febbo un adeguato sostegno culturale e economico» Lo storico Colapietra: «È un pezzo di carta che darà un senso più ampio al Perdono di Celestino V»

L’AQUILA. Il sigillo Unesco alla Perdonanza Celestiniana è stato apposto. Inizia ora un percorso di valorizzazione del “bene immateriale” dichiarato patrimonio dell'umanità, che presuppone stanziamenti e risorse.
Il primo a toccare il tasto economico, e a pretendere uno sforzo maggiore, è l'assessore regionale al bilancio, Guido Liris: «Chiederò all'assessore ai Beni culturali, Mauro Febbo, di avviare insieme un percorso che possa assicurare un adeguato sostegno culturale ed economico ad un simbolo identitario universale». Nel 2019 la Regione ha stanziato 50 mila euro per la Perdonanza. Il Comune contava su un contributo di almeno 70 mila euro.
Dopo l'entusiasmo iniziale, la città si interroga sul futuro dell'evento, su come veicolare il messaggio del Perdono di Celestino V, che ha varcato i confini locali per assurgere ad un ruolo universale. Per lo storico Raffaele Colapietra, il riconoscimento Unesco «è un pezzo di carta, che darà un senso più ampio alla Perdonanza. Adesso sarà necessario lavorarci su e farlo conoscere».
PIU' FONDI. «È la vittoria di una comunità, di un territorio, di tutta la regione Abruzzo che, oggi, è al centro del mondo», il commento dell'assessore Liris, «la Perdonanza, la Transumanza e l’Alpinismo entrano a pieno titolo nella lista del patrimonio culturale mondiale da preservare e da promuovere con le future opportunità che dovremo saper cogliere tutti insieme, con una rinnovata attenzione che dovrà coinvolgere il Paese, l’Europa e la Regione. Siamo vicini alla città dell’Aquila, alla sua amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, e a quanti hanno lavorato per raggiungere un obiettivo così importante: segno che, quando si fa squadra, le ragioni dei territori vincono sempre». Liris conta di portare a casa maggiori risorse economiche da destinare alla valorizzazione della Perdonanza. «Solleciterò l'assessore Febbo», dice, «a mettere insieme un percorso che possa assicurare un maggiore sostegno economico a un simbolo identitario, che non appartiene solo agli aquilani, ma a tutti gli abruzzesi ed al mondo intero, perché possa diventare volano di nuove strategie di crescita da condividere. Avvieremo una rete di rapporti che includano l’intero Abruzzo, studiando percorsi di promozione turistica e culturale specifici, che riportino al centro la nostra storia, le nostre origini e la Perdonanza patrimonio Unesco».
SIMBOLO SPIRITUALE. Da storico, il professor Colapietra fa un'analisi critica e precisa del riconoscimento Unesco «che», dice, «darà un valore più ampio alla Perdonanza, avendone stabilito la fruizione ad un largo pubblico. Adesso, bisognerà farlo conoscere come bene immateriale, gestire la promozione, che è cosa diversa dalla spiritualità. La Perdonanza è un problema spirituale in assoluto; è un discorso individuale, non collettivo. Un pentimento intimo, che come tale va vissuto, in una dimensione privata. Il pentimento ciascuno lo sente individualmente e non è detto, né scontato, che per pentirsi si debba attendere il 29 agosto. Il sigillo apposto dall'Unesco amplierà il senso di quel Perdono voluto da Celestino, uomo che, al suo tempo, era conosciuto in tutta Italia, in quanto presiedeva la comunità dei Benedettini».
ATTENDIAMO TURISTI. Il rettore della Basilica di Collemaggio, don Nunzio Spinelli, ha accolto con gioia la notizia del riconoscimento Unesco: «La Perdonanza avrà un valore ancora più alto», dice, «e L'Aquila sarà al centro dell'attenzione collettiva. Si muoveranno canali diversi. Ci prepariamo ad accogliere turisti che arriveranno in città per scoprire, e riscoprire, la figura di Celestino V, “padre” della Perdonanza: un profeta e un grande Santo, che ha elargito un dono immenso alla città dell'Aquila e all'umanità intera, rendendo Collemaggio fulcro di spiritualità».
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