Perdonanza: come sarà la Casa museo di via Sassa

Un viaggio attraverso 4 stanze: il papa, il corteo, i costumi e il fuoco del Morrone Inaugurazione entro primavera. L’assessore Aquilio: «Studenti protagonisti»
L’AQUILA. La Casa museo della Perdonanza, che aprirà i battenti in via Sassa, in pieno centro, a primavera, è stata concepita così: 400 metri quadrati disposti su quattro ambienti con un percorso in successione che tocca i quattro temi portanti del progetto: la ricostruzione della figura di papa Celestino, il corteo e la festa della Perdonanza, i costumi storici e il percorso del fuoco del Morrone.
APERTURA IMMINENTE
Una data esatta ancora non c’è, ma l’assessore al turismo, Fabrizia Aquilio, assicura che «la Casa museo sarà inaugurata entro primavera. Siamo prossimi all’affidamento dei lavori», dice, «è stata scelta la sede di via Sassa anche per valorizzare il patrimonio immobiliare pervenuto al Comune nell’ambito della sostituzione edilizia post-sisma». La prima sala sarà dedicata alla figura di Celestino V con la proiezione di un filmato della durata di 10 minuti, che porta la firma della regista Cinzia TH Torrini, nota al grande pubblico per aver diretto la fiction di Canale 5 Elisa di Rivombrosa. Un cortometraggio che proietta il visitatore nel 1.200, in un percorso di conoscenza del papa del perdono e della sua altissima spiritualità.
STORIA E TRADIZIONI
La seconda sala è un momento “inversivo”, dedicato all’esperienza del corteo della Perdonanza, alle festa e agli spettacoli che accompagnano l’apertura della Porta santa. Negli ultimi due ambienti, l’attenzione è incentrata sulla costruzione della storia della Perdonanza patrimonio immateriale Unesco e del fuoco del Morrone, con la valorizzazione dei borghi principali toccati dalla fiaccola. Il museo sarà arricchito da uno shop con la vendita di prodotti artigianali dedicati alla Perdonanza come rosoni o ceramiche di San Bernardino. «Particolare attenzione sarà riservata all’accoglienza delle scuole», spiega l’assessore, «le visite di mattina, in alcuni giorni della settimana, verranno riservate agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, che potranno avvalersi di materiale didattico per approfondire la conoscenza del perdono di papa Celestino V e della città. Prenderemo contatto con le scuole di tutta Italia, per creare una rete promozionale».
NODO GESTIONE
Ma chi gestirà la Casa museo? Il Comune sta valutando ma, nell’imminenza dell’apertura, è probabile che sia proprio l’amministrazione a occuparsi del museo, con personale proprio, fino a quando non verrà promosso un bando ad hoc. «L’intento però», sottolinea Aquilio, «è mantenere in capo al Comune la gestione, anche in caso di affidamento esterno, in modo da poter interagire, soprattutto in alcuni momenti dell’anno». L’accesso al museo sarà limitato a piccoli gruppi e un sito dedicato ne illustrerà i contenuti, con la possibilità di prenotare on line. «L’attenzione del visitatore sarà incentrata su Celestino V e la sua opera di divulgazione spirituale, ma anche sulla Perdonanza e la comunità aquilana», prosegue l’assessore, «con un salto temporale che dal Duecento arriva ai nostri giorni per far capire cosa produce, ancora oggi, la Bolla del perdono». La Casa Museo sarà, poi, inserita in un percorso turistico che annovera anche palazzo Margherita con la torre civica e la Bolla del perdono, per arrivare alla basilica di Collemaggio, dove sono conservate le spoglie del santo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

