Perdonanza e Unesco Riconoscimento rinviato

3 Dicembre 2015

Doveva diventare patrimonio immateriale dell’umanità, se ne riparlerà nel 2016 La commissione che si è riunita in Namibia ha chiesto integrazioni al dossier

L’AQUILA. Per ora la Perdonanza celestianiana non sarà patrimonio immateriale dell’umanità. La commissione dell’Unesco, che doveva ratificare il riconoscimento, riunita in Namibia ha chiesto nei giorni scorsi approfondimenti su un paio di aspetti che a qualcuno evidentemente non erano sembrati chiari.

Su un punto si è fatto in tempo a integrare, su un altro invece non è stato possibile fornire i chiarimenti richiesti per cui alla delegazione italiana guidata da un funzionario del ministero degli Esteri è stato comunicato che se ne riparlerà nel 2016.

Un rinvio sul quale non è il caso di stracciarsi le vesti, tenuto conto che la Perdonanza anche nell’agosto del 2016 dovrà fare a meno della basilica di Collemaggio la cui riapertura è prevista nel 2017 (i lavori di ristrutturazione con fondi dell’Eni stanno per iniziare). E ci sarà anche il tempo, si spera, per dare una sistemata ad aspetti della manifestazione che appaiono ancora frutto di improvvisazione.

Certo c’è un po’ di amaro in bocca in chi ha lavorato in questi anni per un obiettivo importante che potrebbe fare della Perdonanza un evento – oggi locale e semisconosciuto – internazionale soprattutto grazie ai messaggi di pace e fratellanza che originano da Papa Celestino V.

«Il dispiacere è molto, quella della Perdonanza era l’unica candidatura italiana del 2015 e quindi c’era da parte di tutti la convinzione che il traguardo potesse essere tagliato. Ma si tratta solo di un rinvio, quindi non è stata una bocciatura ma solo la necessità di un approfondimento» ha detto Walter Capezzali, il vero motore del comitato che da tempo lavora, con un team di esperti, al dossier Perdonanza.

La notizia dello stop da parte dell’Unesco è stata comunicata ieri sera sia al sindaco Cialente che al responsabile del comitato Perdonanza, Alfredo Moroni.

Fra le indiscrezioni trapelate sui motivi della bocciatura anche quella che a fare le pulci alla Perdonanza sia stata la delegazione di uno Stato che fa parte della Unione Europea.

Ma a questo punto i come e i perché contano poco. C’è un rinvio al 2016 e quindi adesso c’è da impegnarsi affinché fra un anno tutto fili liscio. (g.p.)

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