Perdonanza, edizione in forma ridotta

Alesii (portavoce): «Il virus inciderà sul livello di partecipazione a eventi come il corteo e gli spettacoli»
L’AQUILA. Sarà una Perdonanza in forma ridotta per l'emergenza coronavirus. Ma il corteo potrebbe non essere cancellato del tutto. Il Comitato Perdonanza è al lavoro per trovare una mediazione tra l'esigenza di mantenere alti il valore e la partecipazione alla manifestazione culturale per eccellenza, per la comunità aquilana, che ha ottenuto a dicembre scorso il riconoscimento dall'Unesco di patrimonio immateriale dell'umanità, e gli obblighi sanitari che impongono distanziamento e regole restrittive. «L'emergenza sanitaria inciderà sul livello di partecipazione ad eventi di spettacolo, sul corteo storico e la Perdonanza», afferma Massimo Alesii, portavoce del Comitato Perdonanza, «ma non vuol dire cancellare tutto. Spero che non tocchino anche il fuoco di Celestino: si dovrà trovare una formula adeguata per compiere il cammino da Sulmona all'Aquila. Alcune limitazioni sono definite e bisognerà tenerne conto: per gli interventi all'aperto la partecipazione non potrà superare le mille unità e, per quelli al chiuso, le duecento». Accanto al corteo storico, con la Dama della Bolla che sfila per le vie del centro portando, simbolicamente, la preziosa pergamena di Celestino V, fino alla basilica di Collemaggio, dove ogni anno si ripete il rito dell'apertura della Porta Santa, la 726esima edizione della Perdonanza sarà caratterizzata dalla consegna del diploma che attesta il riconoscimento dell'Unesco a patrimonio dell'umanità. L'idea, attraverso il ministero dei Beni culturali, è creare un grande vento che possa collegare L'Aquila, città simbolo di resilienza dopo il sisma del 2009, con Cremona, epicentro del drammatico focolaio della pandemia da Covid-19. «Una resilienza che le due comunità hanno dimostrato di avere, seppure in occasioni diverse», ha spiegato Alesii, «abbiamo preso contatto con la comunità di Cremona e pensiamo che la Perdonanza possa essere il luogo adatto per ospitare un momento di riflessione su questa tematica», ha dichiarato Alesii, «facendo dell'Aquila un luogo di ricerca e studio su come il patrimonio culturale immateriale possa, oggettivamente, essere uno strumento che contribuisce all'autentica rinascita di una comunità dopo un evento come un terremoto o una pandemia». (m.p.)
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