Perdonanza, nuova candidatura al bene dell’Unesco

L’AQUILA. La Perdonanza Celestiniana è entrata ufficialmente nella lista delle candidature italiane a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, che verranno esaminate dal Comitato nella prossima...
L’AQUILA. La Perdonanza Celestiniana è entrata ufficialmente nella lista delle candidature italiane a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, che verranno esaminate dal Comitato nella prossima sessione in programma a Bogotà dal 9 al 14 dicembre.
Come anticipato nei mesi scorsi, sarà affiancata dalla Transumanza e dall’Alpinismo, che hanno però un carattere transnazionale. Dunque, la Perdonanza Celestiniana, una tradizione rituale della provincia dell’Aquila risalente al XIII secolo, la Transumanza, la pratica pastorale comune a vari Paesi del Mediterraneo e delle Alpi (che unisce Italia, Paese capofila, Austria e Grecia) e l’Alpinismo, l’arte di scalare le montagne e le pareti rocciose, grazie a capacità fisiche, tecniche e intellettuali (che unisce Francia, Paese capofila, Italia e Svizzera), sono le nuove candidature italiane alla Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Le tre candidature, frutto del lavoro del ministero dei Beni e attività culturali e Turismo, del ministero delle Politiche agricole e delle comunità locali, sono state presentate ufficialmente all’Unesco e saranno esaminate nel ciclo si valutazione, con la pronuncia del Comitato. La Lista rappresentativa conta a oggi 470 elementi iscritti, di cui 8 italiani, di 117 diversi Paesi. «Oltre all'iscrizione dell'Arte dei muretti a secco, nella Lista rappresentativa, e all'elezione del professore Pier Luigi Petrillo come membro dell'organo di valutazione delle candidature», affermano dall’Unesco, «va segnalata l'adozione della lista delle candidature che verranno esaminate nella prossima sessione del Comitato, che comprende, per l'Italia, la Perdonanza Celestiniana, la Transumanza e l'Alpinismo».
Al termine dei lavori appena conclusi, il Comitato ha approvato la registrazione di 7 nuovi elementi nella Lista del Patrimonio immateriale in urgente bisogno di tutela, di 31 elementi nella Lista rappresentativa, di 1 elemento nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia.
Per la manifestazione aquilana siamo alla terza candidatura: la prima risale al 2015, ma non andò in porto perché la documentazione presentata era incompleta, mentre quella del 2016 fu “scalzata” dalla pizza napoletana, che poi ha ottenuto l’ambito riconoscimento.
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