Perdonanza, torna il sereno per l’apertura della Porta

29 Agosto 2021

Alle 20.20 i tre colpi di ramo d’ulivo del Getsemani danno inizio all’indulgenza Pubblico del corteo statico sotto gli ombrelli, ma il programma viene rispettato

L’AQUILA. Alle 20.20, quando ha ricevuto dalle mani del sindaco Pierluigi Biondi il bastone d’ulivo per “percuotere” per tre volte la Porta Santa, il cardinale Enrico Feroci è rimasto per un attimo interdetto e ha guardato il primo cittadino per capire con quale parte del bastone “colpire” e dare così il segnale per l’apertura della Porta Santa della basilica di Collemaggio. Biondi ha dato velocemente l’indicazione giusta, la Porta Santa si è spalancata e il Giubileo più antico della storia della Chiesa si è rinnovato una volta ancora, come accade da 727 anni. Fino a questa sera (le 20 circa), chi lo vorrà potrà, pentito e confessato, entrare attraverso la Porta Santa e così “lucrare” l’indulgenza plenaria.
METEO-MIRACOLO. Ma ieri Celestino ha fatto un altro “miracolo”: si è fatto beffa dei meteorologi che avevano previsto sull’Aquila un forte temporale proprio nelle ore in cui si sarebbe svolto il corteo (nella fotocronaca di Raniero Pizzi) con a seguire la celebrazione della Messa e l’apertura della Porta Santa. In realtà, dalle 17 e fino alle 21 non si è vista una goccia d’acqua. Anzi, quando il corteo ha fatto ingresso sul piazzale di Collemaggio il sole ha “baciato”, come ha sottolineato la speaker Germana D’Orazio, sia i figuranti che la facciata della basilica. Ma a quel punto non c’era più possibilità di cambiare di nuovo il programma.
IN BASILICA. Tutto – dal passaggio della Bolla dalle mani del sindaco al cardinale, alla lettura della Bolla e alla Santa Messa – si è svolto all’interno della basilica, cosa che non succedeva da tempo (la basilica è stata riaperta ufficialmente, dopo la ricostruzione, nel Natale del 2017). La minaccia di pioggia, oltre a tenere lontano molte persone da Collemaggio, ha imposto una serie di ulteriori limitazioni (in aggiunta a quelle per prevenire la pandemia). Il responsabile della sicurezza, l’ingegner Maurizio Ardingo, ha chiarito che in chiesa (anche in base a calcoli che hanno tenuto conto di uscite di sicurezza e distanziamento) sono state ammesse in totale 450 persone. Dopo attente valutazioni è stato fatto entrare solo chi aveva i braccialetti rossi e cioè sacerdoti e religiosi, autorità varie, invitati, personale di staff, giornalisti e quant’altro. Tra l’altro è rimasta chiusa la porta a sinistra (guardando la facciata) bloccata dal cantiere “infinito” che dovrebbe servire a realizzare la pedana per chi ha problemi di deambulazione (comunque per questo è stata allestita una struttura provvisoria sulla porta di destra). Era stata persino prevista, in caso di cataclisma atmosferico, la possibilità di aprire la Porta Santa dall’interno. Non solo non è stato necessario, ma anzi il corteo e l’apertura si sono svolti regolarmente nel rispetto dei tempi (la diretta televisiva ha imposto un orario che non poteva essere troppo elastico). Chi è rimasto sul piazzale col braccialetto giallo, se pure un po’ deluso, ha comunque potuto assistere al rito da numerosi megaschermi che hanno garantito una visione persino migliore di chi era all’interno.
LA MESSA. Con il cardinale Feroci hanno concelebrato il cardinale arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi, l’arcivescovo di Malta Charles Jude Scicluna e il nunzio Orlando Antonini. In prima fila autorità locali, parlamentari, il prefetto Cinzia Torraco e il sottosegretario Lucia Borgonzoni a rappresentare il governo nazionale. Nell’omelia il cardinale Feroci ha, fra l’altro, citato Silone che nell’Avventura di un povero cristiano scrive: “Ho fiducia nell’uomo che accetta il dolore e lo trasforma in coraggio morale”. Una citazione che richiama valori universali e quindi sempre di grande attualità. C’è chi, in un passaggio della preghiera dei fedeli, ha voluto leggere un richiamo a guardare di più all’essenzialità del messaggio celestiniano. Si sa che nelle parole “ufficiali” della Chiesa quasi mai ci sono casualità o improvvisazione. Si legge: “Preghiamo per la comunità aquilana custode della Bolla Celestiniana affinché, nel vivere la festa che accompagna con allegria i giorni della Perdonanza, guardi all’essenzialità del messaggio di salvezza e di riconciliazione del Papa santo per rinfrancare il proprio cammino”. Insomma festa sì, ma attenzione a non smarrire il senso più profondo della festa del Perdono che poi, se si vuole, è quello che chiede l’Unesco. Secondo una prima stima, nonostante il rischio pioggia (che poi si è rivelato, appunto, un falso allarme), le cautele per la pandemia e le “regole” imposte dalle autorità per evitare caos e assembramenti almeno 5.000 persone hanno applaudito il corteo statico e seguito le cerimonie in basilica e poi l’apertura della Porta Santa. Nella notte appena trascorsa c’è stata la veglia di preghiera, e molti sacerdoti si sono messi a disposizione per le confessioni. Oggi previste messe ogni due ore fino ad arrivare alle 18 per la cerimonia, presieduta dal cardinale Petrocchi, che precederà la chiusura della Porta Santa.
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