Perizia sui cellulari sequestrati a Leombruni

L’incarico verrà affidato il 2 ottobre al consulente tecnico Russo. Atteso l’esito delle perizie balistiche
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Perizia sui cellulari sequestrati a casa di Andrea Leombruni, l’allevatore 56enne di San Benedetto dei Marsi indagato per l’uccisione dell’orsa Amarena avvenuta nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre. Il 2 ottobre, il procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, titolare del fascicolo aperto per uccisione di animale «per crudeltà o senza necessità», affiderà al consulente tecnico Luca Russo l’incarico di effettuare accertamenti tecnici su due smartphone sequestrati a casa di Leombruni. La perizia rappresenta un altro tassello del quadro indiziario a carico dell’indagato. Secondo le prime indiscrezioni della necroscopia l’orsa Amarena «non era in atteggiamento aggressivo, ma si trovava sulle quattro zampe ed è stata colpita al fianco con un unico colpo di carabina». Difeso dagli avvocati Stefano Guanciale e Berardino Terra, l’allevatore ha sostenuto finora, davanti ai carabinieri, di aver sparato per paura dopo aver sorpreso l’orsa nel pollaio della propria abitazione. C’è attesa, invece, per l’esito degli esami balistici sulle armi e le munizioni sequestrate in casa dell’indagato. Le analisi dell’esperto Paride Minervi dovranno chiarire la distanza da cui Leombruni ha freddato Amarena, stabilendo l’esatta posizione dell’allevatore e dell’animale al momento dello sparo. In casa dell’uomo, in possesso di un regolare porto d’armi, sono stati sequestrati diversi fucili tra cui il Bernardelli calibro 12 utilizzato per uccidere Amarena. Intanto oggi alcuni animalisti torneranno a manifestare a San Benedetto dei Marsi. (f.d.m.)
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