Perizia sui viadotti autostradali

26 Marzo 2022

Disposta dal gup nel tratto peligno. Strada dei Parchi ha sempre respinto l’accusa

SULMONA. Una perizia per stabilire lo stato in cui versavano i viadotti dell’autostrada A25 ricadenti nel territorio della Valle Peligna. Lo ha stabilito il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, al fine di capire se sono o meno pericolosi per la pubblica incolumità. Davanti al tribunale sono comparsi i vertici della società Strada dei Parchi sotto accusa nell’ambito dell’inchiesta sui viadotti ammalorati coordinata dalla Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli accusati. L’indagine era stata aperta dall’allora procuratore capo, ora a Pescara, Giuseppe Bellelli. È stato richiesto il rinvio a giudizio per tre persone: il consigliere di amministrazione della holding del Gruppo Toto, Cesare Ramadori, all’epoca dei fatti amministratore delegato di Strada dei Parchi, della quale oggi è presidente, Igino Lai, responsabile di esercizio di Strada dei Parchi, e Gianfranco Rapposelli, amministratore delegato di Infraengineering, altra società del gruppo specializzata nella progettazione. Le ipotesi di reato iscritte nel fascicolo sono quelle di inadempimento nei contratti di pubbliche forniture per i 16 viadotti del territorio, attentato alla sicurezza dei trasporti, più altri reati minori. Lo scorso 12 novembre la concessionaria autostradale fece notare che le manutenzioni sono state regolarmente eseguite e che il castello delle accuse è stato già smontato altrove. Già precedentemente la stessa società autostradale aveva ribadito l’assoluta correttezza dell’operato dei dirigenti di Strada dei Parchi, concessionaria dell’autostrada, e di Infraengineering, società di progettazione del Gruppo Toto. Era stato rilevato da Strada dei Parchi come nel corso dell’arco temporale preso in considerazione dalla Procura di Sulmona nelle accuse, le manutenzioni dei viadotti siano state regolarmente eseguite, assicurandone l’assoluta sicurezza. Strada dei Parchi ha inoltre più volte ribadito l’intenzione di replicare a Sulmona quanto è già stato oggetto di indagini altrove, con identiche accuse di cui, secondo la società, è già stata accertata l’insussistenza. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .