Perseguita la ex, imprenditore a giudizio

Introdacqua, Sbraccia dovrà rispondere anche di violenza e lesioni nei confronti della donna
INTRODACQUA. Avrebbe perseguitato per mesi l’ex fidanzata fino ad aggredirla procurandole lesioni alla testa e al collo. Ieri il giudice per le udienze preliminari lo ha rinviato a giudizio. Comparirà il 5 novembre davanti al tribunale di Sulmona Emanuele Sbraccia, imprenditore 43enne di Introdacqua, per difendersi dalle accuse di atti persecutori, violenza privata e lesioni. I fatti fanno riferimento a episodi avvenuti nel corso di un anno, dal dicembre 2017 al dicembre dell’anno successivo, tra Introdacqua e Sulmona. In particolare l’uomo, che è difeso dall’avvocato Alberto Paolini, è accusato di aver perseguitato l’ex fidanzata originaria di Sulmona ma residente anche lei a Introdacqua, con insistenti e ossessivi messaggi e chiamate sul telefono, ripetuti pedinamenti e appostamenti nelle vicinanze del luogo di lavoro o nei locali pubblici che frequentava di solito la giovane, provocandole un perdurante stato di ansia.
In un’altra occasione sarebbe arrivato a strappare dalle mani della sua ex fidanzata lo smartphone per leggere i messaggi e poi, ripartito in auto, l’avrebbe inseguita tagliandole la strada per costringerla a fermarsi. Al culmine di questi episodi ci sarebbe un’aggressione subita dalla donna nel maggio dello scorso anno quando riportò ferite alla testa e al collo tanto da essere costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso, con una prognosi di cinque giorni.
Droga. Sempre ieri il gup del tribunale di Sulmona ha rinviato a giudizio, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, Paolo Carugno e Franco Salvatore Giammarco. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 26 settembre. Secondo le accuse sostenute dalla Procura della Repubblica, Carugno e Giammarco avrebbero ceduto eroina a tossicodipendenti della zona per un totale di quasi 7 grammi. (c.l.)
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