Perseguitò la ex, giovane condannato

Un anno e mezzo di carcere all’imputato, nei guai anche per aver picchiato la donna. Cade l’accusa di tentata violenza
L’AQUILA. Colpevole di atti persecutori e lesioni personali ma non di tentata violenza sessuale. Così ha deciso il tribunale, presidente Giuseppe Grieco, che ha inflitto un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa e non menzione) a Mario Specchioli, 35 anni, residente a Montereale, finito nei guai dopo la denuncia dell’ex fidanzata. Il pm Fabio Picuti, aveva chiesto tre anni di carcere. Il processo si è tenuto a porte chiuse.
I fatti risalgono a oltre cinque anni fa quando l’uomo, che non voleva saperne di essere lasciato, aveva più volte minacciato la donna la quale era costretta a una vita da incubo alla mercè dell’imputato accecato dalla gelosia. Al punto che era anche arrivato a picchiarla. L’ultimo episodio, quello dal quale partirono le indagini, risale alla fine del 2011. La giovane sostenne di essere stata presa a calci e pugni dall’imputato che, dopo averle strappato i vestiti di dosso, avrebbe anche tentato di violentarla. Cosa che non sarebbe riuscito a fare per la strenua difesa della giovane. La quale, però, finì al pronto soccorso con ferite e contusioni guaribili in un paio di settimane. All’epoca l’imputato subì anche una misura cautelare nel senso che gli fu inflitto un divieto di avvicinamento. Ieri, nel corso del processo, l’avvocato di parte civile Simona Fiorenza, nel chiedere una condanna che contemplasse tutti i reati inizialmente contestati, ha anche presentato una richiesta di danni per 100mila euro che verrà valutata in sede civile.Il difensore del 35enne, l’avvocato Bernardino Ciucci, ha sostenuto l’estraneità del suo assistito e, una volta note le motivazioni, presenterà ricorso in appello per far sì che il suo assistito possa essere scagionato. Nel dibattimento ha inoltre sostenuto che le lastre delle lesioni riportate, esibite come prova, sarebbero di epoca successiva alla data dell’asserita aggressione.
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