Persi oltre 2.200 abitanti in 7 anni: la fuga dei giovani senza un lavoro

Il peggior dato è sulla popolazione che invecchia: più 6% dal 2013 per la fascia degli over 65enni Il sindaco Di Piero: «Occorrono interventi su occupazione e infrastrutture per invertire la tendenza»
SULMONA. Una popolazione sempre più vecchia, con i giovani costretti a lasciare la loro città alla ricerca di opportunità di lavoro che sul territorio peligno sono inesistenti, o quasi, se si escludono le iniziative private e le poche realtà occupazionali che ancora continuano ad assumere.
Negli ultimi sette anni Sulmona è passata da 24.908 abitanti del 2013 a 22.643 del 2020, perdendo 2.265 abitanti e in valori percentuali flettendo cinque volte di più rispetto ai dati demografici nazionali. Gli abitanti persi sono pari a quelli di tre comuni limitrofi: Pacentro, Prezza e Roccacasale.
È questa l’istantanea scattata dall’economista sulmonese Aldo Ronci nello studio in cui analizza l’andamento demografico della città.
La distribuzione della popolazione di Sulmona per classi di età mostra l’inquietante incremento della quota di invecchiamento (65 anni e oltre) che passa dal 24% del 2013 al 30% del 2020 e il decremento della classe 32-48 anni che dal 25% del 2013 si riduce al 20% del 2020. L’indice di dipendenza strutturale, senz’altro il più importante tra gli indici demografici, rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni e oltre) su quella attiva (15-64 anni). Sulmona nel 2020 con un indice di dipendenza del 66%, presenta uno spread di ben 9 punti percentuali rispetto all’indice italiano che è stato del 57%.
Una situazione preoccupante che ha spinto il sindaco Gianfranco Di Piero a prendere di petto la situazione per cercare di porre un freno all’emorragia demografica, per arrivare a un’inversione di tendenza che porti a una ripresa economica e sociale della vallata.
«Lo spopolamento continuo di Sulmona e del territorio postula la necessità di intervenire lungo due direttrici fondamentali: incremento dell’occupazione e miglioramento dei servizi e della qualità della vita», afferma il primo cittadino eletto lo scorso ottobre, «in ragione di ciò, il nostro territorio necessita di importanti investimenti in grado di generare occupazione e di consentire un virtuoso sviluppo economico, cogliendo anche l’opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dell’economia green». Per il sindaco, il capoluogo peligno, in relazione alla sua baricentrica posizione geografica, ha la necessità di «potenziare la rete infrastrutturale», allo scopo di velocizzare il collegamento con i centri maggiori, verso Roma e verso il mare, di facilitare gli interscambi tra i diversi sistemi di trasporto, di promuovere ulteriori opportunità di investimenti nel suo territorio e di renderlo attrattivo rispetto alla possibilità di intercettare maggiori e più significativi flussi turistici.
«Si avverte inoltre l’esigenza, anche con l’ausilio dell’innovazione digitale», conclude il sindaco Di Piero, «di politiche in termini di servizi e qualità della vita – sanità, istruzione, mobilità, amministrazione della giustizia – che possano costituire un argine mirato a fronteggiare la tendenza allo spopolamento e all’abbandono del territorio».
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