Personale Asl verso lo sciopero E tribunale del malato all’attacco
La Cgil: «Il taglio di quasi cento posti di lavoro aggrava una dotazione organica già insufficiente» L’associazione che tutela i pazienti: «Criticità per le liste d’attesa e le infezioni ospedaliere»
L’AQUILA. Una carenza «cronica e strutturale», che coinvolge tutte le figure professionali. Mentre il personale dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha proclamato lo stato di agitazione e va verso lo sciopero, a denunciare il malcontento degli utenti è il Tribunale per i diritti del malato, che parla di un aumento delle segnalazioni, in merito alle «infinite liste d’attesa», ma anche al «diffondersi di infezioni» nell’ospedale San Salvatore. Nei prossimi giorni, su richiesta della Fp-Cgil, che ha attivato le procedure di raffreddamento e conciliazione, si terrà un tavolo in prefettura: sotto accusa il taglio ai costi del personale da parte della Regione, stimato in 5,3 milioni di euro, con la riduzione di 100 posti di lavoro.
TRIBUNALE DEL MALATO. «Ultimamente», spiega la responsabile Maria Caterina Sirolli, «sono aumentate le segnalazioni per carenza di personale in alcuni reparti e il paziente lo avverte. Poi, per alcuni interventi, le liste d’attesa sono molto lunghe: questo significa che quando il paziente ha una determinata urgenza, che magari non viene segnalata come tale ma lo è, va dal privato. Inoltre», aggiunge, «c’è il diffondersi della problematica delle infezioni ospedaliere, che si registrano in numero sempre maggiore: abbiamo avuto ben tre segnalazioni e questo spaventa». Ma ci sono anche altri aspetti negativi, avvertiti dal paziente: «Abbiamo medici che sono andati via», aggiunge Sirolli, «e il paziente seguito da quel medico tende a seguirlo, se può. Questo comporta una spesa per il cittadino, che non tutti possono permettersi. Spesso abbiamo delle interruzioni del servizio Adi, l’assistenza domiciliare integrata, che ricadono sul paziente costretto a casa, dove deve seguire una determinata fisioterapia. Insomma, i problemi sono tanti, noi non vogliamo entrare nella discussione politica. Registriamo solo l’aumento notevole delle segnalazioni». Per quanto riguarda il rapporto con il direttore generale dell’Asl Rinaldo Tordera, Sirolli sottolinea che «c’è interlocuzione, ma fino a un certo punto, nel momento in cui ai problemi viene anteposto un discorso economico, per il quale non si può fare altro: quindi il personale non può essere sostituito, perché non ci sono i fondi, i concorsi non vengono banditi e di conseguenza i posti rimangono vuoti».
MOBILITAZIONE. «Le motivazioni alla base della protesta», affermano Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone della Fp-Cgil, «derivano dal conclamato taglio dei costi del personale, stimabile a oggi in circa 5,3 milioni, e dalle evidenti ripercussioni che tale taglio comporta, sia in termini di erogazione dei servizi sanitari pubblici, sia sulle condizioni di lavoro a cui sono costretti ogni giorno i lavoratori dell’Asl. A oggi, viene confermato il taglio di quasi 100 posti di lavoro. Tale riduzione di personale aggrava ancora di più la già insufficiente dotazione organica stabilita nel 2014». Secondo il sindacato, sarebbero 636 i posti vacanti al 31 dicembre 2016. «È inammissibile continuare ad assistere, così come è avvenuto nel periodo estivo», sottolinea la Fp-Cgil, «ad accorpamenti e chiusure di servizi sanitari pubblici essenziali, in dispregio alla garanzia del diritto alla salute e in violazione delle normative contrattuali e di legge in materia di orario di lavoro». Viene dunque chiamata in causa la Regione, «che deve predisporre tutti gli atti necessari a determinare l’effettivo fabbisogno di personale nel rispetto delle normative sul giusto riposo. La Regione Abruzzo non ha provveduto al rilevamento del fabbisogno del personale, poiché ha concentrato la propria attenzione sul contenimento della spesa, mettendo in secondo piano quello che dovrebbe essere l’obiettivo prioritario, la garanzia di servizi pubblici».
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