Pescatori di orme in finale al Buonarroti

21 Novembre 2018

Secondo riconoscimento del volume di Carlo Maria Marchi  

L’AQUILA. “Pescatori di orme”, di Carlo Maria Marchi (Tabula Fati) è finalista al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti. Si tratta del secondo riconoscimento ottenuto da questo volume, che trae spunto da vicende autobiografiche. Il concorso è organizzato dall'associazione culturale Arte per amore. Uno dei più ampi per accesso (praticamente è aperto a tutti) e per tema: oltre alla narrativa, si può partecipare nelle sezioni scultura, pittura, fotografia. Lo scopo del Premio infatti è «promuovere e valorizzare l'arte a livello qualitativo e le esperienze nazionali ed internazionali degli artisti partecipanti». La cerimonia di premiazione sabato 24 e domenica 25 novembre.
Marchi è nato a Roma nel 1951, ma è abruzzese. Già penitenziarista e docente universitario. Ha pubblicato: Sotto un cavolo (Spazioarte, 2001), Nascondere l’uomo (Spazioarte, 2002), L’acqua di pietra (Spazioarte, 2005), Sismi dell’anima (OneGroup, 2011), Una spiga di grano (Leonida ed. 2014), Quattro asparagi in fila (Leonida ed. 2015), La mamma di qua e la mamma di là (Leonida ed. 2015), Il profumo del vicolo (Leonida ed. 2017). Tra i testi universitari sullo studio della personalità in ambito detentivo, Il sistema penitenziario (Murgo ed. 2004), L’ordinamento penitenziario nelle sue applicazioni, Esperienze sul campo (Murgo ed. 2006), Il carcere, norma e pedagogia (OneGroup 2010).(fab.i.)
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