Pescina, lettere buttate: postino nei guai

Corrispondenza trovata in un cassonetto. Il portalettere si sarebbe liberato anche di buste contenenti dei volantini di un candidato di Forza Italia in piena campagna elettorale.
PESCINA. Un postino di Pescina è finito sotto inchiesta con l’accusa di avere distrutto la corrispondenza. G.G., 50 anni, in servizio alle Poste in un paese del circondario, deve rispondere del reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, con l’aggravante che i presunti reati sarebbero stati commessi da personale in servizio nella società che gestisce e consegna la corrispondenza.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Guido Cocco, sono scattate dopo il ritrovamento di lettere, raccomandante e materiale pubblicitario in un cassonetto per la raccolta dei rifiuti. Scoperta fatta dai vigili urbani. In poco tempo, secondo le accuse, si è scoperto che l’uomo si sarebbe liberato del materiale invece di consegnarlo nelle abitazioni o negli uffici dei destinatari.
L’obiettivo, stando alle accuse mosse dai vigili urbani, era quello di alleggerire il lavoro. Il portalettere si sarebbe liberato anche di buste contenenti dei volantini di un candidato di Forza Italia in piena campagna elettorale. C’erano inoltre volantini pubblicitari di una compagnia telefonica, raccomandate, giornali e riviste. Tutto materiale mai consegnato.
Il portalettere finito sotto inchiesta è assistito dall’avvocato Callisto Terra. Il 50enne di Pescina respinge con forza le accuse e si dice estraneo ai fatti contestati. Nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltato dal pm Cocco per meglio chiarire la propria posizione.
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