Pescina rende onore al genio della diplomazia

Convegno incentrato sulla figura di Mazzarino, il cardinale visionario che immaginava un’Europa solidale
PESCINA. «Una figura poliedrica e carismatica, dai tanti volti»: così Alina Di Mattia, componente del direttivo della Casa Museo Mazzarino, presieduto dal dottor Francesco Zazzara, e moderatrice, insieme a Gaetano Lolli, ha definito, in apertura di un convegno, Giulio Raimondo Mazzarino, quel genio della diplomazia, al quale Pescina diede i natali e che nel XVII secolo fece grande la Francia. “Volti”, che andavano dall’acume politico alla diplomazia, dalla strategia militare alla collezione di opere d’arte, e sui quali gli studiosi che hanno partecipato al convegno hanno focalizzato l’attenzione.
Leonardo Saviano, non potendo intervenire di persona, ha inviato una nota nella quale Mazzarino, da visionario, immaginava un’Europa solidale alla cui costruzione avrebbero dovuto pensarci le generazioni future. Questo spiega perché che nel suo testamento destinò due milioni al Collegio per l’educazione dei giovani delle quattro “Nazioni” che egli aveva aggiunte alla Francia. Un’istituzione che anticipava quell’Unità europea, che si realizzerà tre secoli dopo. Antonio Socciarelli, e Filiberto Ciaglia, hanno incentrato i loro interventi sulla carriera diplomatica di Giulio Mazzarino. Scoppiata la guerra tra Spagna e Francia per la successione di Mantova e Monferrato, il papa Urbano VIII affidò a Mazzarino un’importante missione: impedire che tra le due potenze si arrivasse allo scontro. Mazzarino, che si era reso conto della superiorità dei francesi, riuscì a convincere gli spagnoli a firmare un trattato, che di fatto favoriva la Francia. Fu un grande successo diplomatico che rese Mazzarino famoso in tutta Europa, e che gli aprì le porte della corte di Francia. Nel 1659 fu firmato il trattato dei Pirenei, che consacrò la supremazia in Europa della Francia e il definitivo tramonto della Spagna. Mariano Delle Rose si è soffermato su un aspetto della figura di Mazzarino, che va dalla diplomazia allo spionaggio. Il Cardinale aveva fatto venire a Parigi un bravissimo cantante italiano, il diciottenne pistoiese, Atto Milani, per impressionare la corte francese. Atto, che il padre aveva fatto castrare, ottenne un successo strepitoso, tanto che la regina Anna, volle che si esibisse per lei tutte le sere. Atto, avendo negli successivi instaurato a stretti rapporti con varie corti italiane ed europee, è servito a Mazzarino non solo a venire a conoscenza di importanti segreti, ma anche a sistemare, con matrimoni da favola, tutte e sette le nipoti. Su Mazzarino collezionista di sculture e dipinti è intervenuto Aldo Antonio Cobianchi, secondo il quale l’arte era per Mazzarino una «forma di potere, che gli dava fama e popolarità». Il saluto, a nome del sindaco, Mirko Zauri, è stato portato dal presidente del consiglio Vincenzo Parisse. Il soprano Ilenia Lucci ha allietato i presenti con alcune sue applauditissime esibizioni.

