Petizione per liberare l’orso Juan Carrito

Fa discutere la scelta di catturare l’animale. L’oasi di Palena: decisione temporanea, stop alle visite
ROCCARASO. Scatta una mobilitazione per liberare Juan Carrito, l’orso rinchiuso nell’area faunistica di Palena. Sono oltre mille le firme già raccolte sulla piattaforma Change.org. La petizione è indirizzata al Parco nazionale della Maiella, al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e al Comune di Roccaraso. Le proteste sono esplose dopo la decisione presa dal tavolo regionale, e approvata dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dal ministero per la Transizione ecologica, di trasferire l’orso di due anni nell’oasi in provincia di Chieti. La cattura del plantigrado è avvenuta domenica. Secondo il Parco della Maiella, la scelta è dettata dalla necessità di rieducare un animale che da mesi compie scorribande nei centri abitati. In ultimo a Roccaraso. Juan Carrito, infatti, da agosto frequenta strade e piazze dei borghi abruzzesi alla ricerca di cibo. Tante le incursioni registrate: in una pasticceria, nei pollai, sulle piste da sci dell’Aremogna e, pochi giorni fa, nella stazione ferroviaria di Roccaraso. Sempre con curosi al seguito a caccia di foto e video da condividere. Il tavolo regionale ha disposto che l’orso dovrà rimanere sotto osservazione, videosorvegliato nell’arco delle 24 ore e senza avere alcun contatto con le persone. In questo modo si dovrebbe abituare a non cibarsi più di rifiuti o di cibo degli umani, come fatto negli ultimi mesi, e a vivere in natura. La struttura di Palena che lo ospiterà ha annunciato che «l’area faunistica dell’orso bruno ospiterà temporaneamente Juan Carrito. Per il benessere dell’orso, durante tale periodo, non saranno consentite le visite guidate». Secondo i firmatari della petizione, però, l’orso dovrebbe essere rimesso in libertà e continuare a vivere tra le montagne abruzzesi. «Come allevatori, abbiamo ricevuto dei danni, sempre rimborsati dal Parco nazionale, al quale va il nostro grazie», afferma Tiziano Iulianella, ex amministratore comunale di Pescina, «ora si decide di rinchiudere un orso, senza un protocollo e senza un percorso condiviso. Quale criterio è stato adottato e perché? Chi lo va a rieducare? A mio avviso lo devono riportare dove è nato e lasciarlo libero. Dove sono le associazioni ambientaliste che dicono di difendere gli orsi?». (e.b.)
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