Petrilli chiede la grazia a Mattarella

Per la cancellazione della condanna contabile da presidente Aret
L’AQUILA. L’aquilano Giulio Petrilli chiede la grazia al presidente della Repubblica. La richiesta – che va presentata al ministro della Giustizia – si riferisce alla condanna della Corte dei conti (per 160mila euro, poi diventati 175mila) che Petrilli ebbe quando era presidente dell’Aret, agenzia regionale per l’edilizia e il territorio. In sede penale, invece, la sesta sezione della Cassazione pose fine alla vicenda giudiziaria annullando (per prescrizione) la condanna a 8 mesi senza condizionale. «Mi si accusava», ha ricordato Petrilli, «di aver ridotto l’indennità del direttore da 110 a 39mila euro annui, e per aver stabilizzato 5 dipendenti. Da presidente dell’azienda regionale sulle case popolari chiedevo attenzione ai problemi della gente, al dramma dei senza casa. Ho sempre agito con trasparenza totale. Abbassavo i costi e creavo posti di lavoro qualificati. Ma mi dovevano attaccare». Petrilli lotta anche su un altro fronte: la possibilità di avere il risarcimento per i 6 anni di ingiusta detenzione in seguito all’accusa di banda armata da cui poi fu assolto negli anni ’80.

