Petrocchi, l’abbraccio dei fedeli e gli auguri di Papa Francesco

2 Ottobre 2023

Basilica stracolma per festeggiare il cardinale. Il sindaco: ringraziamo un teologo della grazia e del perdono Mostrata alla città la Bolla pontificia per la nomina di D’Angelo, sarà il suo successore dal prossimo anno

L’AQUILA. Grato a tutte le persone incontrate nei 50 anni di cammino pastorale al servizio della Chiesa. È stato questo il sentimento prevalente nell’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi che ieri, nella basilica di Collemaggio (stracolma di fedeli) ha festeggiato sia il 50° di ordinazione presbiterale che il 25° di ordinazione episcopale.
GLI AUGURI DEL PAPA
Papa Francesco (che nel 2013 lo ha voluto all’Aquila) ha inviato un messaggio augurale in cui il Pontefice si è «congratulato» con Petrocchi «per la dedizione pastorale esercitata con saggezza nelle comunità ecclesiali a lui affidate» e per «la sollecita opera svolta presso vari dicasteri della sede apostolica mettendo in atto azioni accurate, insegnando la carità e proclamando i tesori di Cristo maestro».
LA BOLLA PER D’ANGELO
La Chiesa aquilana ha colto l’occasione per la visione («falla vedere bene», ha detto Petrocchi con una battuta rivolta al cancelliere don Sergio Maggioni che la stava mostrando) e la successiva lettura della Bolla pontificia con la quale Francesco il 19 agosto scorso ha nominato monsignor Antonio D’Angelo arcivescovo coadiutore con diritto di successione. D’Angelo dall’agosto 2024 sarà il nuovo arcivescovo dell’Aquila. Petrocchi ha infatti raggiunto i 75 anni il 17 agosto 2023 e ha avuto dal Papa un anno di proroga alla guida della Diocesi. Fra le autorità presenti il prefetto Cinzia Torraco, il rettore Edoardo Alesse, rappresentanti di Esercito e forze dell’ordine, il presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, e naturalmente il sindaco Pierluigi Biondi che, alla fine della messa, insieme al vicesindaco Raffaele Daniele, ha donato a Petrocchi una “mitra”, il copricapo usato dai vescovi durante le celebrazioni.
BIONDI: «teologo del perdono»
Il sindaco Biondi ha ringraziato Petrocchi a nome della città e ha parlato del cardinale come «di un maestro dell’interiorità, di un teologo della grazia e del perdono, di un cultore della bellezza dell’anima umana».
Una STORIA iniziata ad ascoli
Il cardinale Petrocchi, originario di Ascoli Piceno, venne ordinato sacerdote il 14 settembre del 1973. Il 20 settembre 1998, dopo la nomina da parte di papa Giovanni Paolo II, venne consacrato ad Ascoli Piceno Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, incarico che ha ricoperto fino al giugno 2013 quando Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo dell’Aquila e poi, nel 2018, cardinale.
LA CERIMONIA
A “festeggiare” Petrocchi c’erano due cardinali (per motivi diversi legati all’Aquila), Beniamino Stella ed Enrico Feroci, il vescovo D’Angelo, il nunzio Orlando Antonini, i vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana di cui il cardinale è presidente, quasi tutti i sacerdoti della diocesi, i familiari di Petrocchi, fedeli giunti dalla diocesi di Latina e dalle Marche. Ma c’erano soprattutto tantissimi aquilani che in questi anni hanno apprezzato il lavoro pastorale di Petrocchi, il suo impegno per il restauro del Duomo, per valorizzare sempre più dal punto di vista spirituale quella grande figura della Chiesa che è San Celestino V e, forse la cosa più importante, essere riuscito a portare Papa Francesco a Collemaggio per l’apertura della Porta Santa. In quella occasione, era il 28 agosto 2022, il Pontefice ha “nominato” L’Aquila “Capitale del Perdono e della Riconciliazione”.
OMELIA
Il cardinale Petrocchi ha detto che «gli anniversari proprio per la distanza prospettica consentono di cogliere con più chiarezza l’intervento di Dio: so che il Signore, infinitamente grande nella misericordia, ha abitato la mia storia». Petrocchi alla fine della celebrazione, parlando di monsignor D’Angelo, ha detto che la sua è stata una nomina nel segno della «continuità».
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