Petrocchi: Perdonanza di livello planetario con l’arrivo di Bergoglio

21 Agosto 2022

Le riflessioni nel corso del convegno storico e pastorale: «Timbro universale all’intuizione profetica di Celestino V»

L’AQUILA. «La venuta di Papa Francesco consente alla Perdonanza celestiniana di essere proiettata a livello planetario». Lo ha detto ieri l’arcivescovo cardinale Giuseppe Petrocchi nella prolusione al convegno storico pastorale “Da Celestino a Francesco. Una Chiesa della misericordia e della speranza”, organizzato nell’Emiciclo da don Daniele Pinton, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose. «Papa Francesco», ha continuato il cardinale, «verrà a siglare con un timbro di universalità l’intuizione profetica di Papa Celestino V. Con Papa Francesco il tema della Perdonanza diventa centrale, perché si accorda perfettamente col suo magistero sulla Misericordia. Centrale nella vita e nella missione della Chiesa e centrale nella vita e nella missione della nostra Chiesa e di questa città. Dobbiamo prepararci bene a questo incontro, che è una grazia ma che ci chiama a responsabilità alte e adeguate all’evento. Dobbiamo renderci degni di questo segno di benevolenza straordinaria che il Papa ci assicura. Il tema della Perdonanza deve occupare sempre di più il posto che deve avere nell’economia della persona e delle sue relazioni e cioè il posto centrale in chi, da figlio di Dio, ha capito che l’amore è un amore che cambia, che trasforma, che ci rende nuovi e quindi capaci di costruire una terra a misura d’uomo».
DA FRANCESCO A FRANCESCO
L’arcivescovo ha esordito citando letteralmente quanto affermò Papa Francesco a Isernia il 5 luglio 2014. «C’è un’idea forte che mi ha colpito, pensando all’eredità di san Celestino V», disse il pontefice, «lui come san Francesco di Assisi, ha avuto un senso fortissimo della misericordia di Dio, e del fatto che la misericordia di Dio rinnova il mondo. Pietro del Morrone e Francesco d’Assisi conoscevano bene la società del loro tempo, con le sue grandi povertà. Erano molto vicini alla gente, al popolo. Avevano la stessa compassione di Gesù verso tante persone affaticate e oppresse; ma non si limitavano a dispensare buoni consigli, o pietose consolazioni. Loro per primi hanno fatto una scelta di vita controcorrente, hanno scelto di affidarsi alla Provvidenza del Padre, non solo come ascesi personale, ma come testimonianza profetica di una Paternità e di una fraternità, che sono il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo».
LA CONNESSIONE
«Mi pare interessante», ha sottolineato Petrocchi, «questa connessione tra San Francesco d'Assisi e Celestino V che poi arriva a Papa Francesco. Quindi da Francesco a Francesco avendo Celestino V come pilastro che collega queste due arcate». Passando al concetto di Perdono, Petrocchi lo ha così declinato: perdono come ricevere il perdono, perdono come perdonarsi, come perdonare e come chiedere perdono. «Il perdono custodisce l’ecologia dell’anima», ha detto l’arcivescovo, «il termine ecologia non va confuso con egologia, cioè l’io malato che cerca vendette e che porta all’asfissia dell’anima. È l’amore l’ossigeno dell’anima. Altro aspetto sottolineato da Papa Francesco è il trinomio pace, giustizia e misericordia. Non c’è pace se manca la giustizia ma la giustizia ha bisogno della misericordia perché va amministrata rispettando le persone».
I RELATORI
Dopo i saluti del vescovo ausiliare Antonio D’Angelo e del vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele ci sono state 4 relazioni: di Rosanna Erminia Paola Manes sul “Misericordia nel Vangelo di Luca”, di don Luigi Epicoco su “Il viaggio e la speranza. Due categorie antropologiche da Celestino a Francesco”, di Walter Capezzali che ha parlato del Pontificato di Celestino V leggendo in chiave nuova alcuni passaggi e togliendo ogni dubbio sulla autenticità della Bolla all’origine della Perdonanza e infine di don Daniele Pinton che con una ricostruzione dettagliata e documentata ha smontato molte “leggende” legate all’apertura della Porta Santa.
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