Petroni: mettere subito in sicurezza i canali del Fucino

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Gli appelli per la messa in sicurezza della strada provinciale 20 Marruviana, continuano ad arrivare da ogni fronte. Dopo l’ultimo incidente avvenuto nella notte tra sabato...
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Gli appelli per la messa in sicurezza della strada provinciale 20 Marruviana, continuano ad arrivare da ogni fronte. Dopo l’ultimo incidente avvenuto nella notte tra sabato e domenica, che è costato la vita a un ragazzo di origini marocchine morto affogato dentro all’auto, sulla quale viaggiava con un suo amico poi fuggito senza prestargli soccorso, il sindaco di San Benedetto, Quirino D'Orazio, ha sollevato di nuovo il caso chiedendo alla Provincia di accelerare i tempi per gli interventi già programmati e finanziati dalla Provincia dell’Aquila. Dal canto suo il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, con delega alla Viabilità, ha fatto sapere che l’iter, avviato dall’amministrazione Del Corvo, è stato fermo per due anni e solo qualche mese fa è ripartito. Sulla vicenda è intervento anche l’ex presidente del consiglio provinciale Angelo Petroni: «Si calcola che negli ultimi trent’anni i morti abbiano superato la ventina. I canali, che dovrebbero essere d’aiuto agli agricoltori per la coltivazione dei campi, spesso si trasformano in cimiteri per altri che si trovano a transitare in quelle stradine costruite per agevolare la vita agricola e la raccolta dei buoni e utili prodotti del Fucino. La mano dell’uomo che molto ha fatto negli anni passati per bonificare tutta la zona e renderla fertile, ora si è arrestata, si è quasi arresa alla fatalità degli eventi, senza porre alcun rimedio per impedire che le automobili possano sbandare in prossimità dei canali e inevitabilmente finirci dentro, senza possibilità di scampo per chi transita in quei luoghi». Secondo l’ex presidente «non è possibile che al giorno d’oggi, con tutti gli strumenti che la tecnologia offre, si debba assistere inermi e quasi rassegnati a queste sciagure. Non si vuole incolpare nessuno, ma le persone preposte al controllo e alla manutenzione delle strade e canali, non sanno che esistono muretti, siepi, alberi, staccionate, guard-rail e quant’altro per impedire che automobili scivolino silenziose nelle acque? Quanti altri morti dobbiamo piangere ancora?». (e.b.)
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