Pettino, la voce dei migranti: fateci uscire

12 Settembre 2020

La richiesta degli ospiti del centro di accoglienza alimenta lo scontro tra Lega e sinistra. Arriva la polizia

L’AQUILA. Non si placano le polemiche sull’accoglienza di migranti nel territorio comunale. Dopo il sit-in leghista a Sant’Elia contro un presunto (e smentito) arrivo di profughi nel centro allestito nella frazione, ulteriori tensioni sono state registrate a Pettino. Qui un gruppo di circa 15 ospiti della struttura di accoglienza ha inscenato una sorta di protesta, sollecitando un trattamento meno restrittivo che gli consentisse di uscire. I responsabili del centro, che fa capo a una società con sede a Pizzoli, hanno chiarito che la gestione del centro e dei migranti ospitati risponde alle norme e rispetta le libertà individuali sia di chi è risultato negativo al test per il Covid-19 sia dei contagiati posti in isolamento. Sul posto sono comunque arrivati carabinieri e polizia per raccogliere testimonianze e tenere sotto controllo la situazione. L’episodio alimenta lo scontro dialettico tra favorevoli e contrari all’accoglienza. Francesco De Santis, capogruppo della Lega in Comune, sottolinea che «il clima non è sereno: gli ospiti di quella struttura nel cuore della città hanno protestato tutta la mattina. La città non può permettersi rivolte o nuovi lockdown: presenteremo una mozione urgente in consiglio per chiedere al governo di smetterla di collocare migranti nel capoluogo». Per il coordinatore regionale e deputato del Carroccio Luigi D’Eramo la vicenda di Pettino conferma i timori espressi dal suo partito. «È inammissibile che la tranquillità e la sicurezza di interi quartieri possa essere minata da arrivi scriteriati», afferma, «la misura è colma, siamo pronti a innalzare il livello della mobilitazione». Il comportamento della Lega è «becero e intollerabile», secondo il Movimento giovanile della sinistra. «Se ci sarà la mobilitazione leghista», annunciano, «non resteremo a guardare, gli aquilani non sono questo».