Pezzo di Tratturo rischia di diventare centro commerciale

12 Ottobre 2020

Destinato a sparire l’ultimo tratto tra Bazzano e San Gregorio L’area dell’ex foro boario di Onna in vendita per 1,5 milioni

L’AQUILA. È destinato a sparire l’ultimo pezzetto di tratturo “Magno” fra Bazzano e San Gregorio, all’altezza di Onna lungo la statale 17, in parte utilizzato negli ultimi 50 anni come Parco fiere (che fu inaugurato nel 1969 dall’allora ministro dell’agricoltura Lorenzo Natali). La proprietà del terreno e delle strutture (realizzate all’epoca per poter organizzare fiere di bestiame) è dell’Associazione regionale allevatori che nel capannone (originariamente era un ricovero per il bestiame) ha messo i suoi uffici. Nelle ultime settimane su vari siti di vendite immobiliari è comparso il seguente annuncio: “Area di circa 28mila metri quadrati, presso l’ex foro boario di Onna sulla statale 17 a 6 km dal centro urbano dell’Aquila, sulla quale insiste un fabbricato oggi ristrutturato e adibito a uffici. Nell’intento di valorizzare la proprietà, è stato presentato al Comune un progetto di riconversione dell’area attraverso la realizzazione di strutture volte alla promozione e commercializzazione delle produzioni agricole e zootecniche del comprensorio e dell'intera regione, affiancate a interventi a carattere più marcatamente ricreativo-commerciale. All’interno di tali volumi – stando a quanto verificato negli uffici comunali competenti – è possibile presentare varianti che rendano il progetto aderente a esigenze diverse. L’iter di approvazione del cambio di destinazione d’uso di una parte dell’area – circa 15mila metri quadrati – è stato concluso a ottobre 2014”. Se si vanno a guardare le delibere di giunta (sindaco Massimo Cialente) e di consiglio comunale (quest’ultima datata 23 ottobre 2014) con le quali il progetto planivolumetrico fu approvato si legge: “Il piano prevede la realizzazione di edifici per una superficie coperta pari a circa 4.000 mq. Si prevedono una serie d’interventi che possano essere utili e appetibili per gli operatori dell’agricoltura (vendita diretta dei prodotti agro-alimentari) e per gli operatori turistici (museo delle arti e del lavoro della tradizione locale), e la possibilità di realizzare un mercato settimanale agro-alimentare dei prodotti del territorio”. Nelle premesse si leggeva: “Il consiglio comunale oltre a esprimere tutto il suo appoggio e solidarietà all’Ara che sta vivendo un momento difficile, di grave crisi, sottolinea la presenza di numerosi imprenditori zootecnici nel comprensorio, espressione di una vocazione del nostro territorio e di un'antica tradizione, e di uno stretto legame culturale e commerciale con la cittadinanza. Manifesta (inoltre) il proprio apprezzamento per il piano aziendale adottato dall’Ara nel tentativo di salvaguardare attività e occupazione, anche attraverso il progetto di valorizzazione dell'area ex foro boario a Onna, nell’interesse dei produttori zootecnici e dei consumatori locali”. La delibera riportava in dettaglio le seguenti opere da realizzare: “Demolizione delle tettoie e dell’edificio esistente. Realizzazione di superficie utile a destinazione mista commerciale-direzionale-culturale; realizzazione di un centro per le esposizioni, in particolare un museo delle arti, del lavoro e delle tradizioni popolari; realizzazione di un centro multifunzionale di superficie utile pari a circa 1.700 metri quadrati su due livelli ospitante un bar, uffici, tra i quali la nuova sede regionale dell’Ara e una sala conferenze al piano superiore”. Dal 2014 a oggi nulla di tutto ciò è stato realizzato. E ora spunta la vendita di tutta l’area per circa un milione e mezzo, valore lievitato anche grazie al fatto che esiste già un planivolumetrico. L’erbal fiume silente, insomma, potrebbe presto diventare un altro centro commerciale.
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